nell'elenco mancano Lopez, il cui contratto potrebbe essere rinnovato in questi giorni, Barone e Parola a cui non è stato rinnovato il contratto e Marchetti impegnato in Sud Africa
Il Cagliari Calcio comunica di aver sollevato dall'incarico Massimiliano Allegri.La guida tecnica verrà affidata all'allenatore della Primavera Giorgio Melis, coadiuvato da Gianluca Festa. Ad Allegri vanno i ringraziamenti per il lavoro svolto e i migliori auspici per il proseguo della carriera.
Con questo comunicato apparso in serata sul sito ufficiale del Cagliari, il presidente Cellino ha comunicato la sua clamorosa decisione di esonerare Massimiliano Allegri che a detta di tutti è il miglior allenatore emergente, ha anche vinto la panchina d'oro in questa stagione, il presidente ha motivato la sua scelta perchè secondo lui la salvezza è ancora in bilico e quind meglio non rischiare !!! Ma in realtà i motivi sono altri secondo le indiscrezioni raccolte il tecnico avrebbe rifiutato la proposta di rinnovo, cosa che avrebbe mandato su tutte le furie Cellino che quindi ha aspettato la prima occasione per farlo fuori !! Molto lo stupore tra i tifosi che su Facebook hanno creato gruppi su gruppi contro il presidente e contro l'esonero
L'esonero di Allegri apre il domino per la priossima stagione, dalla sua scelta dipenderanno molte cose 3 le ipotesi più probabili Fiorentina ed in quel caso Prandelli alla Juventus o in nazionale, alla Fiorentina con le stesse ipotesi per Prandelli o al Milan al posto di Leonardo che diventerebbe il neo allenatore del Brasile, esiste anche una quarta ipotesi meno percorribile che lo vorrebbe allenatore dell'Italia !! Io personalmente la preferirei perchè con lui finalmente si vedrebbe una nazionale più giovane e soprattutto più spettacolare !!!
Cagliari –Lazio 0-2, finisce cosi al S.Elia, la gara disputata Domenica 21 Marzo 2010.Un risultato che ha un sapore completamente diverso per le due squadre.Per il Cagliari di Allegri è un risultato amaro: la serie di risultati negativi si allunga, e la squadra isolana riesce solamente a peggiorare il proprio gioco di partita in partita.Per la Lazio invece questa vittoria ha un sapore dolce, è una boccata di ossigeno che consente di provare ad allontanarsi dalla zona retrocessione. Dopo il fischio di inizio la Lazio parte bene, infatti al 3’ gli ospiti passano in vantaggio, Mauri trova Rocchi che aggancia col sinistro, evita Marzoratti e piazza dietro le spalle di un impotente Marchetti,il gol dello 0-1. Il Cagliari tenta di reagire, Lazzari calcia una punizione/siluro , ma Muslera vola e mette miracolosamente in corner. Questo sarà l’unico momento in cui la squadra di casa si rende pericolosa nel primo tempo. La Lazio continua a dominare in tutte le zone del campo, e il Cagliari, senza lo squalificato Cossu, è totalmente in confusione in qualsiasi reparto.Rocchi , al contrario, è ispiratissimo, e riesce con un pallonetto a sfiorare il gol del raddoppio. Ma è al 37’che Sergio Floccari riceve palla fuori area, doppio passo su Dessena e Agostini, tocca d’esterno e mette la palla nell’angolino. Un vero gol capolavoro. Il secondo tempo inizia con gli stessi ritmi del primo, la Lazio attacca, il Cagliari subisce, tra i fischi dei suoi tifosi realmente indispettiti, non tanto per il risultato,ma per il modo in cui la squadra ha affrontato questo match: totale svogliatezza e una mancanza assoluta di spirito di iniziativa, tutto il contrario di quello che fino ad ora aveva dimostrato.
È finita 2-2 la partita Cagliari-Catania, disputata Domenica 7 Marzo 2010, arbitrata  dal signor Pierpaoli, in un S. Elia poco gremito, nonostante la squadra stia disputando un campionato degno del “tutto esauritoâ€, e il presidente Massimo Cellino stia organizzando una serie di vantaggiose promozioni, come l’ingresso delle donne accompagnate da un abbonato al costo di solo 1 euro. Il Cagliari di Max Allegri, reduce da 2 sconfitte consecutive, entra in campo con la voglia di riscattarsi, e riuscire a fare i 3 punti, che garantirebbero la salvezza sicura e consentirebbero di puntare totalmente all’obiettivo Europa League. Anche il Catania di Mihajlovich, arriva al S. Elia agguerrito, e a caccia di quei  3 punti che la allontanerebbero notevolmente dalla zona retrocessione. Allegri lascia Cossu in panchina , reduce dall’ottimo debutto con la nazionale maggiore contro il Camerun, e si affida alla coppia Matri-Nenè. Al  9’ Llama ferma la ripartenza di Lazzari, che si rialza, mentre il  catanese, che viene ammonito, resta a terra. Si pensa subito al peggio e  Martinez viene mandato subito a scaldarsi. Il cambio viene effettuato, ma solo dopo il vantaggio del Cagliari: Lazzari lascia partire un sinistro imprendibile che s'insacca all'incrocio dei pali  dopo aver colpito la traversa Il Catania reagisce subito. Martinez  alla mezz'ora viene atterrato da Canini, con  una vistosa trattenuta, e per Pierpaoli è calcio di rigore. Se ne incarica il solito Mascara, Marchetti intuisce la traiettoria, sfiora la palla, ma non riesce a evitare il pareggio. Il Cagliari accusa il colpo. Marzoratti si fa saltare da Mascara, la palla va a Ricchiuti che trova un ottimo assist per Maxi Lopez, l’argentino salta Marchetti e mette in rete il gol dell’1-2.
Questi i convocati di Allegri per la sfida interna alla Fiorentina,problemi in difesa dove mancheranno Lopez e Pisano, a centrocampo recuperato Conti mentre nessuna convocazione per l'ultimo arrivato Nainggolan, in attacco Jeda e Matri si contendono una maglia.
Una classica in rossoblù. Bologna-Cagliari è una sfida ricca di storia. Cinquanta i confronti generali, ben diciotto i successi del Cagliari. Ma al Dall'Ara il bilancio è dalla parte della squadra emiliana, che in 25 gare disputate ha conquistato 11 successi contro i 7 del Cagliari. Cabala a parte, la sfida tra la formazione di Colomba e quella guidata da Allegri resta una gara aperta ad ogni soluzione. Nei 25 confronti lontano dalla Sardegna ci sono stati anche 7 pareggi. Il Bologna ha messo a segno 31 reti contro le 22 del Cagliari. Il bilancio sorride ai rossoblù isolani per quanto riguarda i confronti casalinghi. Tante le curiosità che ruotano attorno alla partita di domani pomeriggio: parecchie, almeno dal punto di vista numerico, sono dalla parte della squadra di Allegri, che proprio al Bologna ha legato il ricordo della vittoria più netta, con il 5-1 alla formazione rossoblù, il 2 novembre del 2008. C'è un altro dato confortante: il Cagliari, infatti, va in gol da quattordici giornate consecutive; sono ben 26 le reti realizzate dalla squadra di Allegri, e l'ultimo digiuno risale alla sfida esterna contro la Fiorentina del 13 settembre, quando i rossoblù sono stati sconfitti 1-0. La partita di Bologna potrebbe anche servire al Cagliari per avvicinare un record, quello del miglior girone d'andata da quando si è entrati nell'era dei tre punti per vittoria. Il Cagliari è a quota 24 punti, ma deve giocare a Bologna e deve recuperare la sfida del 27 a Udine. Il record risale al torneo 1994-1995: allora i punti furono 26.
In vista della gara di questo pomeriggio tra Cagliari e Roma, TuttoCagliari.net ha rintracciato telefonicamente Sebino Nela, ex terzino e bandiera della Roma per oltre un decennio (1981-1992), 5 presenze in Nazionale, oggi commentatore per Mediaset Premium, per avere un suo parere sulla sfida del Sant'Elia.
Sebino, quella di domani è una sfida tra due squadre che prima della sosta natalizia attraversavano un ottimo stato di forma. Chi avrà lavorato meglio in queste ultime settimane?
Francamente non saprei, ma è sempre un peccato interrompere gli allenamenti quando si è in forma, anche se è giusto fermarsi per le feste. D'altra parte si può sempre cogliere l'occasione cercando di recuperare qualche infortunato, o migliorando lo stato di forma di qualche elemento non particolarmente brillante. Di sicuro entrambe le squadre sono ben guidate e quando la “testa†del gruppo è lucida gli eventi seguono di pari passo.
Entrambe le squadre vivono un momento difficile a causa degli infortuni, con la Roma che dovrà fare a meno di Totti per oltre un mese e con il Cagliari che vive un'emergenza in difesa. Chi, tra Allegri e Ranieri, avrà maggiori difficoltà domani?
La Roma è ormai abituata alle assenze del suo capitano, proprio per questo non credo che avrà particolari problemi a disputare un'ottima gara domani. Per il Cagliari vale lo stesso discorso, dato che entrambe le squadre possiedono ormai un impianto tattico ben definito, oliato in tutti i meccanismi, tale che chiunque giochi è messo in grado di rendere bene. È altresì ovvio che Totti valga tantissimo nell'economia di gioco dei giallorossi, ma Ranieri ha tante altre armi a disposizione per sostituirlo al meglio, non ultimo il nuovo arrivato Toni.
I tre punti in palio domani farebbero molto comodo ad entrambe le formazioni, con la Roma che intende consolidare il quarto posto in classifica, magari facendo qualche pensierino al “podio†e col Cagliari che vuole riprendere la corsa verso le zone che profumano di Europa. Dal momento che tutt'e due giocano un calcio molto offensivo, che tipo di partita si aspetta?
Beh, sicuramente mi aspetto una partita aperta, con tanti gol, ben giocata dalle due squadre che sanno entrambe esprimere un calcio divertente ed efficace. Credo che il Cagliari voglia fare bella figura in casa, davanti ai suoi tifosi, cercando un risultato di prestigio contro la squadra giallorossa, puntando ad aggredire da subito gli uomini di Ranieri per poi colpire in contropiede.
Se dovesse indicare due nomi tra i possibili protagonisti di domani pomeriggio, su chi punterebbe?
Domanda difficile, dal momento che è sempre complicato prevedere chi deciderà una partita: potrebbe sempre risolversi con un “tiraccio†di un difensore o con un episodio simile. Ad ogni modo vedo bene per il Cagliari Matri, dato in buona forma, che cercherà sicuramente l'ottavo gol consecutivo; per la Roma potrebbero essere tanti i nomi, ma penso che Toni, il nome nuovo tra i giallorossi, abbia una particolare voglia di mettersi in mostra e di fare bene, possibilmente già da domani.
Claudio Ranieri, nella conferenza stampa effettuata prima della partenza per Cagliari, non ha mancato di sottolineare il suo passato in rossoblù e l'amore che lo lega alla città e alla sua gente. "Il Cagliari è la squadra che mi ha lanciato, è stata la mia favola, in tre anni promozioni dalla C alla B e alla A, lo hanno fatto in pochi. Devo tutto alla città , a quei tifosi e alla famiglia Orrù, che mi prese da sconosciuto e che mi affidò una squadra dal grande passato: saranno sempre nel mio cuore".
Massimiliano Allegri si prepara alla ripresa del campionato. Domani il suo Cagliari riceverà al Sant'Elia la Roma, lanciata dal filotto di risultati positivi che l'ha portata al quarto posto, e ulteriormente avvalorata dall'acquisto di Luca Toni in questi primi giorni di mercato. Tuttavia il tecnico rossoblù non si intimorisce più di tanto, conscio delle possibilità dei suoi ragazzi. "Contro la Roma, occorre l'approccio giusto. Finora non è mai accaduto che la squadra abbia peccato di superficialità o negligenza. E' vero che veniamo da quasi un mese di inattività , e questo può dare problemi, ma ci siamo allenati bene, e i test hanno dato buoni risultati". Traspare dalle parole dell'allenatore un velato ottimismo, a patto che non si sbagli nell'atteggiamento con cui la gara deve essere interpretata. Sulla formazione Allegri ha pochi dubbi. Difesa fatta, con Canini, Lopez, Astori e Agostini, scelte obbligate in quanto, come ammette lo stesso tecnico, "Marzoratti torna dopo tre mesi, Ariaudo è appena arrivato". A centrocampo ci saranno Lazzari, Conti e Biondini, mentre in avanti Allegri non svela le proprie scelte. "Non farò turn-over in attacco. Vediamo prima come finiamo la partita", si è limitato a dire. Praticamente certa la presenza di Matri e Cossu, rimane da decidere chi sarà la loro spalla. Il ballottaggio è fra Nenè, Jeda e Larrivey, con i brasiliani leggermente avvantaggiati per giocarsi fino all'ultimo la maglia da titolare.
Massimiliano Allegri ha diramato la lista dei convocati per la sfida di domani pomeriggio contro la Roma. Non c'è Pisano, ancora alle prese con qualche fastidio muscolare. C'è invece il nuovo acquisto Lorenzo Ariaudo.
Eccolo Gigi Riva, a 65 anni è l’inossidabile mito del calcio italiano. Accompagnatore della nazionale sin dalle Olimpiadi di Seul del 1988, conosce vita, morte e miracoli del pallone azzurro. Il bomber dei bomber - il suo record delle 35 reti in 42 gare con la maglia azzurra è granitico - ha però metà cuore rossoblù e a Cagliari è legato a doppio filo. Riva è tornato dunque anche a parlare del Sant’Elia, argomento diventato ormai un tormentone a Cagliari. Un suo pallino quello di non demolire lo stadio, come invece sembra ormai deciso. «Sono perplesso - dice Riva - non capisco le ragioni che stanno dietro le scelte di abbatterlo. E per me non può essere una faccenda sentimentale: è lo stadio dove mi sono infortunato e ho chiuso la carriera». Lo scudetto è stato vinto infatti all’Amsicora. Ma Riva tira dritto. E spiega: «Non è giustificato abbattere uno stadio nato nel 1970. Il Sant’Elia è nato come stadio Olimpico regionale, è costato 50 milioni di euro di soldi pubblici, poteva contenere fino a 60 mila spettatori». Riva insiste insomma. «Apriamo un dibattito, fateci capire le ragioni della convenienza a demolirlo dopo aver speso 30 milioni di euro nel 1990 ed aver ospitato per i mondiali Inghilterra e Olanda. Non sono contrario al nuovo stadio, chiedo solo chiarezza». Ma coloro che vorrebbero spazzare via il vecchio stadio sottolineano come il Sant’Elia sia ridotto male. «È in condizioni pietose - conviene lo stesso Riva - ce ne siamo accorti anche nell’ultima amichevole con la Russia disputata cinmque anni fa. Ma c’è da chiedersi se le manutenzioni e gli interventi del comune e del club siano stati fatti». Dal tema Sant’Elia al calcio mondiale. E al curioso esodo di tecnici italiani in giro per il mondo, a cominciare dall’Inghilterra. Un premio per il nostro calcio, secondo Riva. «Gli inglesi hanno inventato il calcio - sottolinea -, hanno sempre avuto un grande potenziale ma non vincevano nulla. E ora si sono accorti di poter ricevere una mano d’aiuto dai nostri allenatori: da Ancelotti, tra i più preparati, a Zola che fa miracoli con una squadra modesta, fino a Mancini. Se ci sono fior di campioni in campo, bisognerà pur fargli vedere come devono giocare, giusto? La dimostrazione arriva da Capello, uno che ha vinto dappertutto e che sta rilanciando le quotazioni della nazionale inglese in vista dei mondiali». A proposito di mondiale, Rombo di tuono si augura una finale con l’Italia protagonista. «Magari potrebbe finire con un bella sfida proprio contro l’Inghilterra. Ma c’è anche il Brasile, e non scorderei le africane: la Costa d’Avorio, incontrata in Svizzera prima dei mondiali 2006, mi aveva fatto una grande impressione». La nazionale è quasi un elisir di giovinezza per Riva. Che lo confessa molto volentieri. «Stare con la squadra azzurra mi fa invecchiare bene. Dal 1988 a oggi ho avuto a che fare con tanti campioni e tanti ragazzi. Molte storie, ma soprattutto si respira aria di sfida ad alto livello, l’inebriante aria del calcio che conta. E il fatto che ci siano nel gruppo anche Marchetti e Biondini fa sprizzare di gioia la mia parte di cuore rossoblù». Inevitabile un riferimento agli attaccanti. Riva promuove Gilardino. «È molto forte di testa, un autentico lottatore che ha anche la qualità dell’opportunismo. Un po’ come Inzaghi, uno che sta 15 volte in fuorigioco ma segna con l’unica palla buona anche se gioca 10 minuti». E fra i giovani, al primo posto Marchisio e Beppe Rossi. «Mi piacciono parecchio. Ma anche Quagliarella, Di Natale e Pazzini sono ottimi giocatori. Sarà dura per Marcello Lippi stilare la lista dei convocati e fare la formazione. L’abbondanza però è una qualità in più per una squadra, come ha dimostrato il successo del 2006 in Germania». Fra i giocatori che potrebbero essere nuovamente a disposizione di Lippi ci potrebbe essere anche Totti. Riva non si sbilancia. «Ha lasciato a suo tempo per sua scelta. A condizionarlo gli infortuni e l’elevato numero di partite. Ora tocca a Lippi decidere». Immancabile un riferimento al suo Cagliari. «Ha iniziato benissimo il campionato - commenta -. Con la squadra di Allegri ci sono anche Bari, Parma, Chievo. Provinciali che giocano bene e mettono in difficoltà le grandi, un motivo in più per regalare spettacolo al nostro campionato». Infine una dedica. «Sì, per David Suazo - conclude Riva - in Sardegna ha fatto belle cose. Vederlo in panca all’Inter faceva piangere il cuore. Al Genoa può ritrovarsi».
Ottima sgambata per il Cagliari, impegnato a Villacidro in un incontro amichevole contro la Riunite Villacidro, seconda squadra del paese, attualmente capolista del Girone A della Promozione Regionale. Sei a zero il risultato finale, in un pomeriggio piacevole per i tanti che hanno seguito l'amichevole dagli spalti soleggiati dello Stadio Comunale. Esordio, anche se non in partita ufficiale, per Lorenzo Ariaudo. Il nuovo acquisto del Cagliari, che aveva svolto stamane il primo allenamento con i nuovi compagni, ha giocato la prima frazione di gara al fianco di Diego Lopez, facendo intravedere le qualità che tutti gli associano e che ne fanno uno dei prospetti più interessanti fra i giovani difensori italiani. Il primo tempo del match amichevole si è conluso con il punteggio di 2-0, con gol di Lazzari e Larrivey, dopo che Matri aveva colpito un palo prima e una traversa poi. Nella seconda frazione è andato subito a segno il baby Ragatzu, sul quale girano voci sulla possibiltà di disputare la seconda parte di stagione proprio a Villacidro, sponda Villacidrese. Il 4-0 porta la firma di Nenè, seguito dal gol di Cossu e dalla doppietta dello stesso centravanti brasiliano che ha chiuso la partita. Buone indicazioni dunque per Allegri, nonostante la differenza abissale fra le due squadre in campo. In particolare il rossoblù sono apparsi più in forma rispetto alla precedente uscita contro il Siliqua, e si apprestano dunque ad affinare la preparazione in vista dell'incontro di mercoledì contro la Roma del nuovo arrivato Toni, che scenderà in campo al Sant'Elia quasi certamente orfana di Totti.
PISANO E DESSENA AI BOX - All'amichevole non hanno preso parte Pisano, Dessena e Dametto. Per il primo ancora problemi muscolari, nello specifico un affaticamento ai flessori della gamba destra. Solo febbre invece per la mezz'ala e per il giovane difensore della Primavera. Oltre a loro, sono rimasti fermi anche Brkljaca e Lupatelli, che non hanno ancora ripreso a lavorare in gruppo dopo il rientro dalle feste.
LA CRONACA DEI GOL - Il risultato si sblocca solo al 31', quando Lazzari và a segno colpendo di testa su un ottimo suggerimento di Sivakov, lo "Zar" rossoblù in continua crescita. Il raddoppio arriva al 42', con Larrivey che appoggia di testa un cross del suo assist man "personale", Matri. Nella ripresa Ragatzu segna subito, correggendo in rete al 48' un tiro cross di Nenè. Al 71' il baby talento sardo ricambia la cortesia, e dopo una bella azione personale serve il brasiliano che non sbaglia. Al 77' Cossu fa le prove per sbloccarsi in campionato, e con un bolide di destro trafigge Secchi, con la palla che sbatte anche sul palo prima di finire in rete. All'83' Nenè segna il sesto e ultimo gol, facendo sfoggio di tutta la sua elevazione per colpire di testa su un bel cross teso di Cotza.
Il bomber vuole il record. Caccia a Gigi Riva e agli otto gol consecutivi: Alessandro Matri, capocannoniere del Cagliari dei miracoli cerca gloria alla ripresa. Stato di forma invidiabile, tutti si aspettano una nuova esultanza dopo una prodezza. Potere di un momento esaltante, senza alcun dubbio il migliore da quando l'attaccante lombardo è un calciatore professionista. Il 2009 da protagonista, medie da super bomber per un ragazzo che sino all'anno scorso ha dovuto troppo spesso fare i conti con il suo alter ego Acquafresca. Altri periodi, altri ricordi, questo Matri è un giocatore che piace e porta entusiasmo. I numeri sono tutti dalla sua parte: sono 14 le reti segnate nell'anno solare, un numero da brividi se si pensa ai momenti vissuti malinconicamente in panchina nella scorsa stagione. Adesso l'attaccante principe della squadra rossoblù è proprio lui.
“Penso che il sorteggio fosse pilotato. Io al sorteggio non ci ho mai credutoâ€: questa la dichiarazione che sicuramente più farà discutere uscita dalla bocca del presidente rossoblù Massimo Cellino, oggi in aula a Napoli per il processo su Calciopoli, accompagnato dai carabinieri dopo aver pagato 250 euro di ammenda. La deposizione del numero uno del Cagliari ha riservato qualche chicca. Tra queste, rispondendo alla domanda di uno dei difensori, ha criticato il sistema dell'epoca: "Sì, c’era il sorteggio ma si è visto che sorteggio eraâ€, ha detto ricordando quando a Dal Cin “avevano mandato†Palanca per Messina-Venezia
A Natale si sa, si è tutti più buoni. Non fa eccezione nemmeno Massimo Cellino, presidente rossoblù. Secondo le indiscrezioni raccolte dalla Gazzetta dello Sport e da La Nuova Sardegna, il patron del Cagliari avrebbe rinnovato i contratti di tutti i pezzi pregiati della rosa rossoblù. A cominciare da Federico Marchetti, portiere stimatissimo da tutti, sul quale pare aver messo gli occhi il Milan. L'estremo difensore ex AlbinoLeffe pare abbia rinnovato il suo contratto fino al 2014. Rinnovo anche per Cossu, che aggiunge un altro anno di contratto (scadenza 2012) e che ha dichiarato di voler chiudere la carriera in rossoblù. Contratto fino al 2013 per i vari Jeda, Lazzari, Biondini e Alessandro Matri. Per ora non c'è nessuna conferma ufficiale da parte della società rossoblù, ma conoscendo Cellino non sarebbbe strano se il tutto si rivelasse vero.
Secondo il sito sportmediaset.it il prossimo obiettivo di mercato di Gennaio sarà proprio Edinson Cavani. Pare quasi ufficiale l'arriva dell'uruguagio già a Gennaio. Il giocatore 22enne attaccante del Palermo, farebbe davvero comodo vista l'assenza di Samuel Eto'o e potrebbe annullare l'arrivo a Milano di Luca Toni. Per quanto riguarda Goran, il macedone pare sia ancora uno degli obiettivi principali di Mou. Cavani e Goran dunque i possibili arrivi a Gennaio. Il Presidente Zamparini continua a smentire ma sia il sito e sia altri giornalisti sportivi come Recalcati pare che confermino le voci dell'arrivo di Edinson all'Inter, staremo a vedere... In caso di arrivo potrebbe rimpiazzare il via di Suazo e probabilmente di Arnautovic e potrebbe essere un giocatore da "coltivare" vista la giovane età e le grandi qualità tecniche.
Il rischio, è quello di perdere la testa. Di farsi inebriare dall'aria fresca che si respira in alta, altissima classifica. Dopo aver indossato il tight alla Scala del Calcio contro il Milan e l'abito della festa domenica scorsa contro la Juventus, il Cagliari di Allegri necessita di un cambio d'abito: via i ninnoli e i lustrini, spazio alla tuta da lavoro. Fuor di metafora, a Palermo sarà necessaria una partita diversa dalle ultime due, contro un avversario alla disperata ricerca di punti e lasciato di fatto solo persino dal proprio presidente, il vulcanico Zamparini.
Una settimana convulsa per il Palermo, che tra esternazioni presidenziali (martedì: "Vinciamo noi, garantito"; giovedì: "Il Cagliari ci batte 2-0". La coerenza, infatti, è donna) e atti di intimidazione (Cavani e Bertolo aggrediti in centro) ha preparato la partita di oggi con i nervi a livello di epidermide. Delio Rossi deve fare a meno anche di capitan Miccoli e del vice Liverani, così come dell'infortunato Bresciano.
Massimiliano Allegri invece si cruccia soltanto per l'assenza di Marchetti, colpito duro da Amauri sette giorni fa. Un'assenza non da poco, considerata la caratura ormai internazionale del portiere ex AlbinoLeffe. Al suo posto, in porta, Cristiano Lupatelli, all'esordio stagionale in campionato. L'unico altro dubbio riguarda Anderson Nenè, allenatosi a parte fino a giovedì: facile prevedere che Allegri lo preservi in vista del rush finale del match, affidando inizialmente le sorti offensive al collaudato duo Jeda-Matri. A centrocampo non dovrebbe essere variato l'assetto consueto, con Conti perno centrale e Biondini con Lazzari ai suoi lati: Dessena, in forma smagliante, scalpita.
«Mi dispiace per gli juventini della Sardegna che saranno costretti a fare ritorno a casa con le bandiere ben arrotolate in macchina ma in questa partita è stato soltanto il Cagliari ad aver conquistato punti». Spetta ad Andrea Cossu il compito di aprire le danze per la festa-vittoria contro la Vecchia Signora. «Abbiamo disputato almeno un’ora di gioco eccezionale - dice il fantasista del Cagliari - tutti, ma proprio tutti, hanno giocato ad altissimi livelli». Occhi luccicanti di gioia anche quelli di Davide Astori. «Nel secondo tempo sembrava che la partita non volesse finire mai - scherza il centrale del Cagliari - rispetto alla gara col Milan la Juve è stata forse più brava a rompere le nostre trame offensive e a non permetterci di ripartire». Tutto cambiato però, almeno dopo che Nenè ha messo a segno il primo vantaggio rossoblù. «Faccio i complimenti al mio connazionale - dice Jeda - partita dopo partita sta dimostrando tutto il suo valore. Ormai è davvero pronto per il fare grandi cose nel campionato italiano». Per la mezza punta del Cagliari la gara coi bianconeri è stata tutt’altro che agevole. «E’ stato un confronto complicato - spiega - nel quale abbiamo avuto la capacità di soffrire forse più di altre partite ma anche di punire gli avversari alla prima occasione concessaci». Lo stesso Jeda rompe infine gli indugi e inizia a far luce su alcune discutibili scelte arbitrali. «Ricordate il fallo su Cossu? - dice - dal proseguimento di quell’azione mi sono trovato tu per tu col portiere e con certezza posso dire che non ero in fuorigioco». Parole che fanno tandem con quelle di Alessandro Agostini. «La Juve parla di rigori negati? Io penso che quello su Amauri non lo era assolutamente, penso che quando si perde 2-0 ci sia poco da dire e penso ancora che noi non usiamo mai lamentarci dei direttori di gara». Gara di sacrificio, invece, per Davide Biondini. «Forse dalla Juve era lecito attendersi qualcosa di più - dice - ma il merito va soprattutto a questo Cagliari, che col passare delle domeniche impara dagli errori fatti in precedenza». Meno intenso del solito ma ugualmente efficace il gioco rossoblù per Andrea Lazzari. «Oggi, anche per merito della Juventus, siamo stati meno brillanti ma più cinici - dice l’ex atalantino - il segreto di queste vittorie sta nel gruppo, che è sempre più capace di interpretare le partite». Parole che non sono di circostanza neanche quelle di Andrea Parola e Daniele Dessena. «Sono entrato in un momento particolarmente convulso - dice il calciatore toscano - era normale attendersi il ritorno della Juve ma tutti eravamo anche consapevoli di poterli affondare in contropiede». «È stata una partita dove bisognava correre - si accoda l’ex blucerchiato - abbiamo lottato e tirato fuori l’anima ma alla fine ci siamo ripresi quello che ci avevano tolto sabato a Milano». Infine Alessandro Matri e Federico Marchetti, ancora una volta artefici, su fronti diversi, della cavalcata rossoblù: «Quando sono entrato le nostre giocate erano soltanto di contropiede - dice l’attaccante che ieri con sei reti ha eguagliato il suo record stagionale - nell’occasione del gol avevo capito di essere da solo in avanti così ho deciso di affondare, mi è andata bene». «Il contrasto con Amauri è stato molto duro e doloroso - spiega Marchetti visibilmente zoppicante all’uscita dagli spogliatoi - ma sono felice per l’ennesima vittoria conquistata col coltello tra i denti».
Sconfitto ingiustamente da Inter e Milan, il Cagliari si è rifatto delle sfortune del recente passato battendo in maniera inequivocabile la Juventus, la terza delle grandi del calcio italiano. Soprattutto i rossoblù hanno superato l’esame di maturità . Da squadra che è partita con l’obiettivo di salvarsi, da ieri può essere davvero considerata qualcosina di più. Settimo posto in classifica, a due punti dalla zona Champions. Tutto vero, tutto meritato. Una partita perfetta, quella del Cagliari. In cui Allegri ha vinto alla grande il duello tattico con Ferrara. Il tecnico rossoblù ha azzeccato tutte le mosse e scelto sempre l’atteggiamento migliore: aggressivo nel primo tempo, prudente quasi rinunciatario a difendere l’1-0 sino al velenosissimo 2-0 che ha chiuso la gara. Ferrara ha pasticciato inizialmente la formazione, volendo mettere dentro a tutti i costi Amauri e un Molinaro francamente impresentabile. Buttando dentro Del Piero quando ormai era troppo tardi. La partita il Cagliari l’ha vinta nel primo tempo. Intanto con un pressing asfissiante sui portatori di palla bianconeri. I centrocampisti cagliaritani, con Biondini e Conti autentici giganti, hanno interrotto decine di iniziative juventine, per poi ripartire in rapide e incisive incursioni piratesche nella metà campo avversaria. Il gioco spezzettato della Juve, non ha consentito ai fuoriclasse bianconeri di esaltare le indubbie qualità tecniche. Dall’altro lato, il Cagliari invece ha sempre attaccato con pericolosità , forte di Cossu e Lazzari capaci di inventare sempre giocate interessanti sulla trequarti. I tiri di Conti hanno fatto rabbrividire Buffon, mentre in un paio di occasioni i cross dalle fasce hanno messo a nudo una difesa bianconera un po’ allo sbando, a cominciare (e duole sottolinearlo) dal monumento Cannavaro. E’ vero che il punteggio è stato sbloccato da una prodezza balistica, ma il Cagliari aveva ampiamente meritato già il vantaggio. Nel tiro di Nenè si sono mescolati in un perfetto cocktail tecnica, potenza, precisione e quel pizzico di culo che non guasta: la palla è finita all’incrocio dei pali con Buffon inutilmente proteso in tuffo. Il brasiliano ha firmato così il suo sesto gol stagionale, confermando che la porta la vede, eccome!!! Rotto l’equilibrio nel primo tempo, è iniziata un’altra partita. Al 3’ della ripresa la Juve avrebbe potuto rimettersi in sella, ma il gol di Amauri in tuffo è stato siglato in fuorigioco, ed è servito solo a dimostrare che nell’affollato Sant’Elia gli juventini erano tantissimi. Strozzato in gola l’urlo del gol ai supporter bianconeri, il Cagliari ha iniziato ad arretrare sempre più il baricentro. Allegri ha prima messo dentro Matri per Nenè. Poi però ha accentuato la copertura togliendo Lazzari al 19’ per Dessena e al 28’ anche Cossu per inserire Parola. Qualche disapprovazione in tribuna, visto che la squadra praticamente rinunciava a giocare puntando tutto sul contenimento. Ma Allegri, invece, ha avuto ragione. Perchè in effetti il Cagliari ha corso pochi pericoli. Giusto una conclusione ravvicinata di Chiellini in una megamischia in area su cui Marchetti ha compiuto un miracolo, e due tiri dalla distanza di Diego che il portierone cagliaritano ha controllato senza grossi patemi d’animo. E alla fine il contropiede di Matri ha chiuso i conti defintivamente. Dopo la vittoria di Torino della scorsa stagione, ora il successo sui bianconeri al Sant’Elia che mancava addirittura da dieci anni.
Sono 21 i convocati di Massimiliano Allegri per la sfida di domani pomeriggio contro la Juventus. Assente Ragatzu,Non c'è Marzoratti, ancora infortunato, mentre fanno parte del gruppo Canini e Matri, pienamente ristabiliti.
Come ricco antipasto del confronto di Serie A, questo pomeriggio a Torino si affrontano le formazioni Primavera di Cagliari e Juventus (ore 14.30).
La squadra rossoblu attraversa un ottimo momento di forma, ma sarà chiamata a soffrire al cospetto di un avversario di prima grandezza, capace di andare a vincere mercoledì in Coppa Italia 2-0 a Genova.
Fuori Verachi per squalifica, e Gallon, influenzato. Al posto del primo giocherà Carta. In attacco, dubbio tra Picault e Filippo Atzeni.
Seduta del venerdì dedicata principalmente alla tattica per il Cagliari di Massimiliano Allegri. Il tecnico livornese ha sottoposto i suoi a un allenamento incentrato sulle geometrie di gioco da mettere in campo domenica contro la Juventus di Ciro Ferrara. Dopo il riscaldamento tecnico di rito, i rossoblù si sono cimentati in situazioni tattiche 11 contro 0, prove di fase offensiva e difensiva, tiri in porta e per concludere la classica partitella finale, che non nuoce mai nè alle gambe nè al morale.
E' rientrato in gruppo Alessandro Matri, che ha completamente recuperato dall'affaticamento muscolare che si portava dall'ultima partita contro il Milan. Il bomber del momento è a piena disposizione, e si giocherà la maglia da titolare in vista di domenica con Jeda e Nenè. Ancora differenziato invece per Marzoratti, mentre Canini, malgrado si sia ripreso dall'attacco influenzale, ha riposato anche oggi.
Domani mattina è prevista per le 10 la seduta di rifinitura, al termine della quale Allegri comunicherà i convocati e anticiperà nella conferenza stampa di routine i temi dominanti della sfida contro la Juventus. I bianconeri sono attesi a una prova di riscatto dopo la pesante sconfitta rimediata in terra francese ad opera del Bordeaux, e scenderanno in campo a Cagliari con l'obbligo assoluto di fare risultato. La forza muscolare e la rabbia della Vecchia Signora contro la voglia di vincere e l'allegria che si tramuta in gioco del Cagliari.
Il Cagliari sarebbe sempre più vicino allo juventino Lorenzo Ariaudo (20), promettente difensore centrale della Nazionale Under 21. Il giovane bianconero potrebbe trasferirsi nell'isola a gennaio, dove avrebbe la possibilità di giocare con più continuità . In questo avvio di stagione, infatti, non è riuscito ancora a ritagliarsi uno spazio nella squadra di Ciro Ferrara, chiuso dai nazionali Cannavaro, Chiellini e Legrottaglie. Cagliari sarebbe certamente la piazza ideale per valorizzare un giovane come Ariaudo che ha voglia di dimostrare. A margine della sfida di domenica prossima al Sant'Elia, i dirigenti dei due club potrebbero definire i dettagli dell'accordo per il passaggio del ragazzo in Sardegna
Andrea De Marco di Chiavari è stato designato a dirigere Cagliari-Juventus di domenica al Sant'Elia. Sarà coadiuvato da Renato Faverani di Lodi e Andrea Stefani di Milano. Quarto uomo Daniele Doveri di Roma1.
Una Milano uggiosa è illuminata dalle luci che a San Siro regalano Milan e Cagliari. Partita bellissima fra le due formazioni che, più che a contenere, hanno badato ad attaccare per tutti i 90 minuti. Alla fine l'hanno spuntata i rossoneri, con un 4-3 che comunque ci consegna uno fra i più bei Cagliari degli ultimi anni. Dopo un buon avvio della formazione di Allegri sono i rossoneri a passare: al quarto minuto triangolazione in area fra Seedorf e Borriello; Marchetti in uscita sulla punta napoletana lascia la porta sguarnita e il trequartista orange insacca a porta vuota. Immediata reazione rossoblù: al 7' Matri lanciato in area viene atterrato da Dida, ma l'arbitro non segnala nulla. Un minuto dopo lo stesso Matri firma l'1-1 colpendo al volo su suggerimento di Lazzari dalla sinistra.
Il campionato riprende dopo la pausa per la Nazionale, con una partita affascinante in quel di San Siro tra Milan e Cagliari. Si tratta di una vera e propria sfida d'alta quota tra due squadre divise da appena tre punti. Per seguire la sfida prendete nota:
Per quanto riguarda la piattaforma dtt la partita sarà visibile su Premium Calcio 2 per quanto rigurda Mediaset Premium, mentre su Dahlia il canale dedicato alla partita sarà Dahlia calcio 2, infine Sky proporrà il match su Sky Calcio 1, canale 251. Per chi volesse seguire la partita alla radio, oltre agli aggiornamenti su Radio 1 Rai con Tutto il Calcio minuto per minuto, Radiolina propone la radiocronaca in diretta affidata come di consueto alla voce di Vittorio Sanna. Su Videolina, aggiornamenti all'interno di Sport Club sugli spalti, condotto da Mara Chessa.
L'uomo per tutte le esigenze. Riecco Andrea Lazzari, nel giorno dell'assenza certa di Cossu, squalificato, è pronto l'ex atalantino, vero jolly di centrocampo. Da sostituto di Biondini a trequartista, il capocannoniere della Coppa Italia 2005 ritorna in campo dopo l'assenza contro la Sampdoria, causata da un attacco influenzale. Problema risolto, Andrea scalpita e offre una garanzia in più in chiave ultimo passaggio per gli attaccanti rossoblù (l'altra possibilità sarebbe quella di utilizzare Jeda alle spalle di Matri e Nenè). Non un giocatore qualunque ma un atleta, quello bergamasco, capace ultimamente di saper interpretare al meglio le partite.
Contro il Grosseto, questo pomeriggio ad Assemini, la Primavera rossoblù cercherà di dare seguito alla striscia positiva; il punto colto contro il Genoa ha ulteriormente dato sprint alla squadra di Melis, che già in occasione dell'ingiusta sconfitta di Sassuolo aveva mostrato di essere in salute.
Melis farà a meno di Filippo Atzeni e Verachi (per quest'ultimo, due giornate di squalifica). Probabile l'impiego di Carta, in attesa di sapere se poter contare su Cotza
Il presidente del Coordinamento dei Cagliari Club, Leonardo Tilocca, si dichiara favorevole all’iniziativa del governo a proposito della schedatura dei supporter delle squadre grazie all’iniziativa nota come “scheda del tifosoâ€. Più che favorevole, Tilocca fa notare come ormai sia inutile scandalizzarsi per una schedatura che possa in qualche modo invadere la privacy del comune cittadino in quanto “siamo già tutti schedati, come quando sottoscriviamo la tessera al supermercato o vogliamo semplicemente acquistare un cellulare. Siamo schedati e controllati, a prescindere dalla tessera del tifoso che, come nel nostro caso, per chi va allo stadio per seguire una partita e tifare la propria squadra con al seguito magari moglie e figli, potrebbe anche risultare comodaâ€.
Un voto di piena sufficienza, un 6,5 che premia rigore aziendale, attenzione ai costi e investimenti pregiati. Per il Cagliari del presidente Massimo Cellino la pagella lusinghiera arriva da repubblica.it. Il sito del quotidiano conferma la virtuosità espressa anche dalla Covisoc, l’organo di controllo contabile della Figc: in viale La Playa si spende con oculatezza e si guarda al futuro. Il club di Cellino, con sei milioni di euro al passivo (il doppio se si tiene conto dell’intera posta in gioco) in una stagione segnata da poderosi investimenti, si ritrova a ridosso delle big. Un apprezzamento che fa il paio con classifica sontuosa, applausi per gioco e risultati, attenzioni. Infatti, pare sia tornato alla carica l’imprenditore italo-argentino Carlos Bulgheroni. Se anche fossero veri i suoi interessi per il Cagliari, è folle pensare che il patron voglia disfarsi del giocattolo. Modello vincente. Con circa 19 milioni di budget dedicato agli stipendi, il club di Cellino ha inaugurato in Italia il salary cap. Il modello - adottato dagli Usa - è seguito anche da Lotito e, in parte, da altri presidenti. Cellino è stato attento a non sforare. Ha puntato sui giovani: da Pisano a Ragatzu fino a Gallon, il vivaio è doc. Ha costruito sulla credibilità con gli staff tecnici e medici, e soprattutto con i calciatori, la sua forza contrattuale. Al Cagliari - altrove si viaggia con mesi di ritardo - gli stipendi sono puntuali. Non è un dettaglio. Campagna acquisti. E’ una stagione che dal punto di vista degli investimenti, per la società rossoblù rappresenta il culmine. Dall’aver puntato, e vinto, su Allegri (biennale che scade nel 2011) passando per tre rinnovi pesanti (Marchetti, Lazzari e Astori), acquisti impegnativi (Nenè, Dessena, Brkljaca, Matri, Agazzi, promettente portiere lasciato in prestito alla Triestina) e prestiti lussuosi (Lupatelli, Barone) il Cagliari ha scritto una pagina volta al futuro. Per repubblica.it il passivo che merita un plauso è di appena 6 milioni. Ma la cifra raddoppia se si tiene conto dell’intera partita estiva. Un discorso impegnativo che mette il Cagliari, assieme al Bari, tra le più virtuose della A, dopo Inter, Milan e Fiorentina. Una filosofia opposta, ad esempio, a quella del Parma, diretta concorrente per la salvezza. Bulgheroni. Del magnate con interessi nel gas e nel petrolio che si interessa al Cagliari si parla nel 2008. I siti internet rilanciano un contatto, con l’editore Nicola Grauso che fa da intermediario, con Cellino. Il patron rossoblu pare intenzionato a cedere il timone. Ma l’idea di lasciare dura poco. E così, oltre a quella su Bulgheroni, presidente del gruppo Bridas e amministratore della Torno costruzioni, si chiudono tutte le voci sui probabili acquirenti del club: anche il terzetto di imprenditori locali formato da Porcedda, Cerina e Giannuzzi, si mette l’anima in pace.
L'ultimo velo se l'è tolto mercoledì sera a Cesena. Ha iniziato la sfida alla Svezia da vice-Buffon, l'ha finita da Marchetti. La partita perfetta del portiere del Cagliari, sul quale Lippi non ha più dubbi (se mai li ha avuti). Predestinato. E finalmente protagonista tra i pali azzurri. «Per me questa era un'occasione importante». Meglio non avrebbe potuto sfruttarla. A giugno in Sudafrica per i Mondiali ci sarà . E ci sarà anche quando il numero uno della Juve lascerà la Nazionale. Marchetti, il futuro è adesso. «So di avere la fiducia del commissario tecnico, mi godo l'attimo e vivo questa avventura giorno per giorno». Gli occhi lucidi, un po' arrossati, e i capelli lunghi al vento, vento di Sardegna. Nemmeno il tempo di dormire e sognare un'altra serata speciale. La notte è azzurra, il mattino rossoblù. Sveglia all'alba, da Bologna a Cagliari passando per Olbia, ma sotto questo sole è bello ricominciare. Poi c'è il Milan, non proprio un match qualunque, soprattutto per lui che a Milanello avrebbe già uno stipetto prenotato per la prossima stagione, ma questa è un'altra storia ancora, e Marchetti non ha proprio voglia di bruciare le tappe. «Io penso alle cose concrete», taglia corto all'uscita dell'aeroporto di Elmas, davanti al parcheggio dei taxi, una decina di gradi in più rispetto alla notte prima e uno strano silenzio dove è fantastico perdersi dopo dieci giorni vissuti sulla cresta dell'onda. La Nazionale è il treno dei desideri, corre velocissimo, Marchetti ci è salito sopra lo scorso maggio, e non ha alcuna intenzione di scendere. Terza partita da titolare l'altro ieri a Cesena, forse il primo vero esame di maturità per lui visto che Buffon ha già fatto sapere che dopo Juventus-Inter (in programma il 6 dicembre) si sottoporrà a un intervento chirurgico al menisco e salterà pertanto le prossime amichevoli di marzo. Nel posto giusto al momento giusto. «Sono davvero contento», ammette. «C'era la possibilità di mettersi in evidenza, tra l'altro contro una squadra con una storia prestigiosa alle spalle e mi sono fatto trovare pronto». Nessun paragone con Buffon, però. «Gigi è un fenomeno, chiuso il discorso. Io mi accontento di far parte di un gruppo fantastico e di essere apprezzato». Sin troppo modesto, il ventiseienne portiere veneto, impeccabile dal primo all'ultimo minuto nell'amichevole della svolta. Pronti via, subito protagonista. Prima chiude la strada a Hysen, poi la porta in faccia a Mellberg. Sicuro nelle uscite, e che personalità ogni volta che schiera la difesa e la carica a mille. «Federico è molto stimato, sia dai compagni sia dallo staff», aveva detto di lui un mese fa circa Gigi Riva, team manager azzurro e mito rossoblù. «Il preparatore dei portieri Bordon lo ha seguito a lungo e adesso stravede per lui, sostiene che è completo. Lo stesso Lippi lo adora, anche per quel suo modo di proporsi. Durante la giornata», aveva poi aggiunto Riva, «dirà sì e no dieci parole, appena indossa i guanti, poi, parla ininterrottamente, urla, richiama all'ordine i compagni e si sente solo lui. Insomma, come entra in porta si trasforma». Metti un'estate in Sudafrica. «E chi l'avrebbe mai detto», se la (sor)ride Marchetti, già scalpita all'idea di rappresentare l'Italia intera in un mondiale di calcio. «Questa è l'ennesima conferma che molte volte i sogni si avverano, per questo non bisogna mai smettere di inseguirli». Nazionale da capogiro. «E chi la molla più». Marchetti ci è arrivato al termine dello scorso campionato, complici i successi del suo Cagliari. Prima alternativa ad Amelia, all'epoca unico vice-Buffon. Poi la Confederation's Cup in estate, proprio in Sudafrica, ha ribaltato le gerarchie alle spalle del numero uno bianconero. Amelia ha deluso e pagato così a caro prezzo la prestazione contro la Nuova Zelanda (lo staff dei portieri conservava già da tempo qualche riserva). Marchetti è stato quindi promosso, allo stesso tempo è stato ripescato l'attuale portiere del Napoli De Sanctis, terzo della rosa. «Ogni volta che posso cerco di giocarmi le carte giuste. Sono orgoglioso di vestire questa maglia, così come sono onorato di parare per il Cagliari». E con il Cagliari ora Marchetti proverà a scalare i gradini della serie A. Subito il big match di San Siro per non perdere l'adrenalina della grande sfida. «Affrontiamo una delle squadre più forti del campionato, ma la partita è importante più che altro per la classifica». Concreto, Marchetti, predestinato anche a Milanello (l'amministratore rossonero Galliani ha già ottenuto da Cellino un'opzione qualora il presidente rossoblù decidesse di cederlo), ma aggrappato all'isola che lo ha reso famoso. «Stiamo giocando bene e i risultati ci stanno dando ragione. E sarebbe bello confermarsi a certi livelli». A San Siro un nuovo esame di maturità . Stavolta, però, Marchetti si presenta all'appello con i quattro mori stampati sul petto.
Quella di mercoledì contro la Svezia è stata la sua migliore prova in azzurro. Da quell'esordio amichevole contro l'Irlanda del Nord, datato 6 giugno, poi seguito dalla gara disputata in ottobre contro Cipro, con la qualificazione mondiale già in tasca. Federico Marchetti, alla terza presenza, annuisce. «Anche se è sempre una grande responsabilità difendere la porta della squadra che rappresenta il tuo paese». Un compagno di club arrivato anch'egli in Nazionale, Davide Biondini. «Mi ha fatto piacere. Siamo rimasti assieme nei dieci giorni di ritiro. Un premio per lui, certamente meritato». È una sorta di portafortuna, l'estremo difensore rossoblù. Tre partite ed altrettante vittorie. Tra l'altro, ha mostrato di essere in possesso anche di una certa dose di personalità , messa in vetrina anche in azzurro, oltre che nel Cagliari. «Cerco di dare al meglio le direttive ai miei compagni di difesa. Del resto il compito del portiere è proprio questo. Oltre che infondere sicurezza al reparto. È normale che, con il passare del tempo, riesco ad integrarmi sempre meglio nel gruppo. In occasione della partita di mercoledì, mi ha dato fiducia l'intervento che ho fatto all'inizio. Mi ha sbloccato. Talvolta basta un episodio per cambiare le sorti di un incontro». Lippi ha mostrato, a chiare lettere, di apprezzare Marchetti. Al momento di varare la lista di coloro che prenderanno parte al mondiale in Sudafrica, non avrà la minima esitazione ad assegnargli il posto di vice-Buffon. Del resto, le avvisaglie ci sono tutte. «Io credo che prendere parte ad una manifestazione mondiale sia la massima aspirazione per tutti. È però la logica conseguenza del campionato che disputi con la tua squadra di club. Ecco perchè sarà fondamentale ciò che farò con il Cagliari da qui a maggio. So bene che i tecnici della formazione azzurra mi seguono, per cui mi auguro di continuare a mantenere un livello ottimale di rendimento». Nemmeno il tempo di rifiatare. Appena sbarcato dall'aereo che l'ha riportato in sede, assieme a Biondini, Marchetti si immediatamente tuffato nella “routine†quotidiana e si è sottoposto ad un lavoro defatigante. Guai a mollare gli ormeggi. C'è il confronto del Meazza alle porte. Al cospetto di un Milan che ha ripreso a marciare spedito, senza tentennamenti. Previsti gli straordinari anche domenica. «Giocheremo contro una squadra che sta attraversando un buon periodo. Ma anche noi non siamo da meno. Stiamo adesso raccogliendo quanto di buono seminato. Senza però farsi trascinare troppo da facili entusiasmi. Il fatto di essere una buona squadra è un fatto assodato. Resta tuttavia l'innegabile constatazione che basta allentare la morsa e subito le cose si complicano. Sono i crudi destini delle squadre di provincia, che non possono permettersi distrazioni. Sarà così anche a Milano». L'anno scorso fu sconfitta per la squadra rossoblù. Gol di Seedorf al 20' della ripresa. Dopo una clamorosa spinta di Inzaghi ai danni di capitan Lopez. «Domenica sarà tutt'altra storia. Loro non hanno iniziato molto bene il campionato, ma si sono ripresi. C'è stata la sosta ed hanno anche rifiatato».
Davide Biondini è felice, ha la coscienza a posto, perchè sa di essersi giocato al meglio le chance che gli ha concesso Lippi. Prima il debutto contro l'Olanda, poi una maglia da titolare contro la Svezia nella sua Cesena, adesso il sogno Mondiale è più vicino. «Non ci sto pensando, ma sono contento perchè so di aver dato tutto e di essermi giocato queste due chance come volevo», spiega il centrocampista del Cagliari «cioè senza troppi timori e cercando di fare meno errori possibili. Per me è importante non avere rimorsi, spero di essere riuscito a giocarmi bene le mie chance, ma adesso penserò solo a far bene con il Cagliari». Anche ieri la sua prestazione è stata positiva. «È andato tutto benissimo peccato per quella occasione da gol che ho fallito, forse ho colpito troppo bene, purtroppo avevo la palla sul sinistro». Lo paragonano a Gattuso, a lui ovviamente va benissimo. «Il mio modello è lui, perchè cerco sempre di dare il massimo in campo e trasmettere grinta. Ma qui ci sono tanti campioni, noi dobbiamo cercare di diventarlo e dobbiamo fare di tutto per riuscirci. Queste partite trasmettono solo grande carica e non ti stancano, quindi non c'è nessun pericolo, anzi se fosse stato per me sarei rimasto in campo anche nel secondo tempo. Il presidente Cellino sarà contento di me e di Marchetti».
Il cordone ombelicale si è rotto nell'estate del 2008 quando il Cagliari ha riscattato l'altra metà del suo cartellino. «Lì è finita la mia storia con il Milan, dopo otto anni tra le giovanili e quattro in prestito». Coccolato e scaricato sul più bello dal Diavolo, con il quale ha esordito in serie A sette stagioni fa. Giù il boccone, retrogusto amaro, amarissimo. E ancora oggi se qualcuno glielo ricorda, Alessandro Matri storce il naso e ammette: «Sì, ci sono rimasto male, mi ha dato proprio fastidio. Del resto a nessuno fa piacere essere ceduto, al di là del fatto che quella rossonera fosse la mia squadra del cuore sin da bambino». Vigilia speciale per l'attaccante rossoblù, nato a Sant'Angelo Lodigiano, una quarantina di chilometri da San Siro, lo stadio dove domenica proverà a prendere a schiaffi il passato. Matri non cerca rivincite, e tiene subito a precisarlo. «Ci mancherebbe». E nemmeno gol pesanti. «È bello segnare a chiunque». Eppure già gongola all'idea di trascinare il suo Cagliari rivelazione proprio contro il Milan. «È una partita importante, in un palcoscenico non indifferente e contro una squadra non indifferente». E dopo quattro vittorie consecutive. «Piedi per terra, la salvezza nel mirino, mancano ancora ventun punti, ma ci teniamo a far bene e magari allungare la striscia positiva». Più chiaro di così. Dai pulcini alla prima squadra. «Lo sport ma non solo, le giovanili al Milan sono proprio una scuola di vita». Rossonero sbiadito. «Gli anni passano, i ricordi pure». Matri conserva, però, gelosamente il debutto nel calcio che conta del 24 maggio 2003 contro il Piacenza. Partita di campionato, quello vero, testa e gambe sono però rivolte a Manchester dove il mercoledì successivo è in programma la finale di Champions League contro la Juventus. Così Ancelotti convoca alcune promesse della Primavera. Tra loro c'è anche Matri, gioca in coppia con Piccolo. Formazione inedita, Fiori il portiere, Brocchi e Redondo i leader. Lo stesso anno l'emergenza infortuni porta Matri in panchina per la gara di Champions con il Celta Vigo. Poi in prestito a Prato, Lumezzane e Rimini, ultima tappa prima dello sbarco in Sardegna. Sei reti al primo campionato rossoblù, altrettante al secondo, quest'anno è già a quota quattro è sente il profumo del record personale. «Il mio obiettivo, non l'ho mai nascosto, è quello di migliorarmi». Spesso ignorato da Ballardini, rilanciato da Allegri. Che di lui dice: «Deve fare ancora un ultimo gradino per diventare un giocatore importante». Il diretto interessato ringrazia. «I complimenti del mister fanno sempre piacere», ammette. «Difetti ne abbiamo tutti. Io cerco comunque di perfezionarmi, sia sotto il profilo tecnico, ma anche per quel che riguarda la concentrazione». Cagliari nel cuore. «Sarò per sempre grato a questa società che ha fatto uno sforzo notevole per portarmi qui e ha da subito creduto in me». La sfida alla serie A è ricominciata come prima e più di prima. «Siamo più o meno lo stesso gruppo e i nuovi si sono adattati alla grande». Nel frattempo Matri segna e prova a lasciarsi alle spalle etichette evidentemente scomode. «È vero, spesso sono risultato decisivo partendo dalla panchina, ma se venissi considerato per questo mi infastidirei, e non poco. Il mio obiettivo è quello di giocare dall'inizio e tutta la partita». Figurarsi domenica contro il Milan.
Basta un gol all’Italia per battere la Svezia e chiudere l’anno che l’ha portata al Mondiale con un sorriso, nonostante la bordata di fischi iniziale a Marcello Lippi e il coro finale per Cassano. A firmare l’1-0 è Chiellini, leader per una sera di una nazionale di giovani che in campo è stata per 80’, fino all’ingresso di Camoranesi, senza neanche uno dei Campioni di Berlino.
Domenica a San Siro andrà in scena il match tra Cagliari e Milan. Non saranno della partita Andrea Cossu e Alessandro Nesta, fermati entrambi per un turno dal Giudice Sportivo. E' entrato in diffida Michele Canini, dopo aver ricevuto il terzo giallo stagionale, così come accaduto anche a Filippo Inzaghi.
Esordio in azzurro che è piaciuto a tutti, Lippi compreso. «Mi ha fatto i complimenti a fine gara», ha detto Biondini, che ieri è stato provato ancora tra i titolari ed è quasi certo che mercoledì contro la Svezia sarà schierato in campo sin dai primi minuti. Meriti di quell'impatto che non ti aspetti, con annessa la prima partita in maglia azzurra. Quarantunesimo esordiente nella gestione Lippi. Correva il 25' della ripresa. Il commissario tecnico l'ha buttato nella mischia senza esitare. «Non dimenticherò mai la serata di sabato scorso. Prima convocazione, coincisa anche con l'ingresso in campo. Di più, obiettivamente, non potevo chiedere. L'ho capito quando mi è stato detto di scaldarmi. Era il mio momento». Forse non era in preventivo essere utilizzato già a Pescara contro L'Olanda. Lippi ha accelerato i tempi. «Avevo lavorato per tutta la settimana però con questo chiodo fisso. Sapevo che c'era l'opportunità di entrare, nel secondo tempo, dato che l'allenatore poteva fare ben sei cambi. È toccato anche a me e sono felicissimo. Devo però dire che le avvisaglie erano buone fin dall'inizio ». In un mondo totalmente nuovo per lui. Davide Biondini ha trascorso il primo periodo con la Nazionale senza particolari sensazioni. Emotivamente è un freddo, non si lascia facilmente irretire e trascinare dall'euforia del momento. Anche se la sua “prima voltaâ€Â non lo ha lasciato totalmente indifferente. E ci mancherebbe. Chi non vorrebbe essere chiamato ad indossare la maglia della Nazionale. «Devo dire che ho subito legato con tutti. Mi sono accorto dell'attitudine al dialogo da parte dei compagni di squadra. Anche di coloro che oramai sono divenute delle vere e proprie icone. Persone alla mano, che ti fanno sentire immediatamente a tuo agio». Poi Lippi. Che lo ha fatto seguire, soprattutto negli ultimi tempi. Non è facile entrare nelle sue grazie. «Dell'allenatore mi ha colpito una cosa. Ha lo stesso atteggiamento con tutti. Non si lascia condizionare dal fatto che in squadra vi sono elementi con i quali lavora da tanto tempo. Anzi, nei miei confronti, è stato sempre prodigo di consigli, per supportarmi ed aiutarmi ad inserirmi al meglio in un certo contesto». Normale l'emozione. Del resto, la formazione azzurra è quella che detiene il titolo di Campione del Mondo. Già con il biglietto in tasca per il Sud Africa dove, nella prossima estate, si svolgerà la manifestazione iridata. «Tengo a precisare una cosa. Io non guardo tanto avanti. Ad un futuro lontano. Potrebbe essere pericoloso e destabilizzante. Penso esclusivamente alla prossima partita con la Svezia, che fra l'altro si giocherà a casa mia, a Cesena». Poi prosegue: «Ora capisco perchè sono stati raggiunti determinati traguardi. Lo spirito e la compattezza del gruppo sono ingredienti imprescindibili. Alla base delle grandi imprese». E dopodomani, nella sua città , di fronte ad una platea di parenti richiamati dall'evento: «Ci saranno tutti». Il CT azzurro, in maniera velata, ha lanciato qualche segnale. Lo aveva ripetutamente provato, in settimana, anche in una ipotetica formazione base. Non ha remore,Marcello Lippi, lo ha già dimostrato contro l'Olanda inserendo da subito proprio Candreva. Ora potrebbe essere il turno del centrocampista cagliaritano partire titolare. «Che dire. Sarebbe meraviglioso. Per ora mi accontento di ciò che è avvenuto. Poi vedremo». Infine, una puntualizzazione. «Giocare in una squadra di provincia aiuta parecchio - ha detto Biondini – Perlomeno vengono evidenziate le qualità dei calciatori. C'è l'opportunità di essere utilizzati in maniera continuativa. Al contrario di quanto capita in una formazione di prima fascia, dove c'è il serio rischio di fare molta panchina e certe risorse restano inespresse».
Lassù tra le colline riminesi dell'Alto Rubicone si divertiva a inseguire Pantani, le salite dell'infanzia, e il Pirata correva sempre più veloce del suo motorino. E l'amico Enrico, dietro, si ostinava a pedalare, lui ciclista voleva diventarlo davvero. Davide (Biondini ancora per pochi intimi) aveva, invece, il calcio nella testa, con la maglia del Cesena sette giorni su sette. Quante scampagnate, poi, con i compagni scout della sezione staccata di Montiano, il profumo della natura, indimenticabili pic-nic, meglio i crescioni della piadina, una preghiera nel verde, gli occhi chiusi, le braccia distese, pensieri stupendi. Già si immaginava sul prato di San Siro.
Un accordo di programma che consenta di superare tutte le problematiche burocratiche emerse in questa settimane. Comune, Giunta regionale e Cagliari calcio (con la Figc spettatrice interessata) ieri sera hanno percorso un nuovo passo in avanti verso la costruzione del nuovo stadio Sant'Elia. Stipulando un patto che deve essere messo nero su bianco entro il prossimo 27 novembre, se la città (e a questo punto l'intera Isola) non vuole perdere il treno degli Europei 2016. Entro quella data, secondo quanto precisato ieri dal project manager di Euro 2016 Michele Uva, negli uffici romani di via Allegri dovranno essere depositati sia l'atto formale con il quale il Comune si impegna a realizzare la nuova struttura entro il 2011 e sia il progetto preliminare della "Karalis Arena", fatto realizzare dal Cagliari calcio.
Riprenderanno quest'oggi gli allenamenti per il Cagliari di Massimiliano Allegri, che avrà quasi due settimane di tempo per preparare la sfida al Milan di Leonardo, considerando il turno di riposo che il campionato osserverà per via degli impegni delle nazionali.
Alle 15,30 tutti in campo ad Assemini, eccezion fatta per gli azzurri Biondini e Marchetti, impegnati alla Borghesiana agli ordini del ct Lippi, e per il bielorusso Sivakov, impegnato con la selezione Under 21 del suo paese. Con ogni probabilità proseguiranno nel loro programma differenziato Pisano e Marzoratti, che avevano lavorato ad Assemini anche domenica e lunedì. Le loro condizioni verranno valutate attentamente, e verrà stilata una tabella di recupero che miri a recuperare almeno uno dei due in vista del Milan. Qualora ciò non fosse possibile, la fiducia in Michele Canini sarà totale e ampiamente meritata date le prestazioni eccellenti disputate in un ruolo non suo. Si aggregherà invece al gruppo Andrea Lazzari, completamente ristabilito dall'influenza che l'aveva fermato la scorsa settimana e che l'aveva messo out nella sfida contro la Sampdoria.
Il programma della settimana prevede, oltre alla seduta pomeridiana odierna, un'amichevole che si disputerà domani ad Oristano contro gli sloveni del Koper, primi in campionato nel loro paese, e una doppia seduta di allenamento in programma per venerdì. La settimana verrà chiusa dalla seduta mattutina del sabato, dopodichè la squadra riposerà domenica e lunedì, prima di ritrovarsi in campo martedì prossimo per riprendere a pieno ritmo gli allenamenti e preparare al meglio la gara contro il Milan. Una gara nella quale i rossoblù proveranno a conquistare il record di vittorie consecutive sfuggito l'anno passato, quei cinque successi che consentirebbero alla "Allegri Band" di eguagliare la striscia positiva del Cagliari di Gigi Riva che vinse il tricolore. Il Milan partirà ovviamente con i favori del pronostico, ma Conti e compagni proveranno a mostrare tutte le loro qualità anche alla Scala del calcio, per cercare una vittoria che significherebbe aver "suonato" la quinta sinfonia e inoltre aver raggiunto i rossoneri stessi nei quartieri alti della classifica.
Dodici giornate, 19 punti. Un andamento eccezionale rispetto al Cagliari delle ultime stagioni. Sei vittorie, 1 pareggio e 5 sconfitte, con 16 reti segnate e appena 12 subite. Nella passata stagione, in questo periodo, la squadra di Allegri aveva 13 punti (furono addirittura 9 nel torneo 2007-2008) e cominciava ad ingranare dopo le prime cinque sconfitte consecutive. Non tanto nei punti, quanto nell'atteggiamento sembra essere cambiata la situazione dei rossoblù: la maturità evidenziata negli ultimi confronti e l'atteggiamento deciso nelle gare esterne portano a pensare ad una crescita da parte dei giocatori e del gruppo plasmato dal tecnico toscano. L'equilibrio della serie A rende la stagione del Cagliari ancora più bella e imprevedibile: ancora nessuno sembra aver capito dove questa squadra possa arrivare veramente. Anche in questo torneo la partenza è stata da dimenticare: nelle prime quattro sfide, il Cagliari ha racimolato appena un punto, quello dell'esordio contro il Livorno. Nelle successive otto partite, quindi, i rossoblù hanno conquistato 18 punti, una media impressionante per una squadra che punta alla salvezza. Anche il discorso continuità sembra dare una mano alla formazione allenata da Allegri: in casa il Cagliari non riusciva a sbloccarsi, adesso, oltre ad andar sempre forte lontano dalla Sardegna, i rossoblù dimostrano di saperci fare anche al Sant'Elia. Insomma, attualmente, non ce n'è per nessuno e alla vigilia del "ciclo terribile" (così definito da Allegri) contro Milan, Juventus e Palermo, c'è il tanto per coltivare sogni quasi impossibili. La solidità delle difesa e le certezze di Marchetti hanno trasformato la retroguardia del Cagliari in un bunker. Nonostante gli uomini contati, l'addio di Matheu e gli infortuni di Pisano, Lopez e Marzorati, i gol subiti sono stati solamente 12 in 12 partite. Nella passata stagione, dopo la dodicesima giornata le reti subite erano 15. Quel Cagliari battagliero è sempre lo stesso: sono cambiate poche pedine, ma non la filosofia e l'atteggiamento improntato al sacrificio e alla disciplina. Doti che, unite alla coerenza e ad una solidità di valori non comune, hanno portato Allegri e i suoi giocatori a raggiungere questo primo traguardo. Tanto esaltante, quanto inutile. Allegri continua a dire, infatti, che con 19 punti non si arriva da nessuna parte, anzi si retrocede, e per continuare volare il Cagliari, questo Cagliari, non potrà mai scordare da dove arriva, l'umiltà di fondo e la consapevolezza che il gruppo viene prima di qualsiasi altro fattore, determinante o meno.
Davide Biondini entra in scena con gli effetti speciali: ieri il centrocampista del Cagliari è arrivato alla Borghesiana in auto insieme al ct Marcello Lippi: «Sono contento di essere qua -spiega- cercherò di fare bene e vivere questa esperienza emozionante. E’ la prima convocazione: per me è tutto nuovo, ci sono tantissime cose da scoprire, sarà un altro mondo, che mi affascina». Il centrocampista rossoblù è una delle novità di queste convocazioni di Marcello Lippi per le amichevoli della Nazionale contro Olanda e Svezia, nella quale troverà anche il compagno di squadra Federico Marchetti. Il quale, vista l’influenza che ha colpito Gigi Buffon, “rischia†di giocare da titolare almeno la prima delle due gare. Tornando a Biondini, è stato il suo tecnico Allegri a dargli la notizia della convocazione dopo la sostituzione domenica: «Ci ho creduto -racconta- anche se con il mister il pericolo di uno scherzo c’era. Se ho dimenticato gli scarpini? E’ stato più un fatto di disorganizzazione, è stata la prima convocazione e qualche cosa avrò dimenticato sicuramente. Come mi hanno accolto i ‘senatori’? Si nota che c’è un gruppo splendido. Sono contento di farne parte e prendo questa convocazione come un premio per quello che sta facendo il Cagliari in quest’ultimo periodo». Biondini ha 26 anni, non arriva giovanissimo al primo appuntamento con la maglia azzurra e sogna il debutto soprattutto mercoledì nella sua Cesena contro la Svezia. In carriera ha svolto tutta la trafila in azzurro, giocando con le under 19, 20 e 21. Sul suo viaggio con Lippi dice che «mi ha chiesto solo come stavo e come era andata domenica», svela il romagnolo di Longiano, che però, come il suo collega di reparto Antonio Candreva, altro debuttante, non crede molto in un suo innesto nella lista dei 23 che rappresenteranno l’Italia al Mondiale sudafricano. Per entrambi c’è la consapevolezza che l’esperienza in azzurro non frutterà una reale chance per il Mondiale in Sudafrica. Tanto che Candreva, 22enne centrocampista romano, una delle poche note liete del Livorno di Cosmi, ammette candidamente: «Scommetto di più sulla salvezza della mia squadra che sulla possibilità che Lippi mi inserisca nella rosa per il Sudafrica». E’ suo il ritorno a casa, visto che si è formato come calciatore nella Lodigiani proprio sui campi verdi della Borghesiana. «Sì, è qui che sono cresciuto calcisticamente - spiega orgoglioso Candreva al primo dei due giorni di raduno della Nazionale alla Borghesiana - e sono nato a Tor dè Cenci. Sono felicissimo di questa convocazione ma non spero di andare al Mondiale: la mia priorità è la salvezza del Livorno». Tifoso giallorosso, fan dichiarato di De Rossi, al quale manda un sincero augurio per l’operazione allo zigomo, Candreva è di proprietà dell’Udinese ma per ora congela ogni discorso sui suoi destini calcistici: prima viene il Livorno, poi tutto il resto. Segno, questo, di maturità e senso di responsabilità che può appartenere anche ai ventenni: «Non tutti i giovani sono uguali, sia io che quelli che conosco non abbiamo grilli per la testa».
Una bustina col sale prima della gara, il numero 23, Larrivey. Massimo Cellino commenta la quarta vittoria di fila con ironia. E una buona dose di superstizione: «Avete visto, è entrato Larrivey ed è arrivata la doppietta vincente. Ha segnato Conti, che ha il 5. Ovvero, la somma di 2 e 3, il numero di maglia di Larrivey. Ha raddoppiato Matri che indossa la 32: ancora una volta la somma dà 5, Avete presente la cabala nel gioco delle carte? Ebbene, va così anche con i numeri del calcio». Risate e sguardi stupiti degli inviati liguri, poco abituati alle analisi del patron. Cellino gongola. E si gode Biondini convocato in nazionale. «Lo sapevo da venerdì ma non glielo ho detto per evitare che si emozionasse. Se lo merita, anche con la Samp è stato grandioso». E la bustina col sale? «Me l’ha data un tifoso. Ma il sale non porta bene. La storia è lunga ma vi dico solo che le cose si sono messe a posto quanto è entrato Larrivey. L’ho visto avvicinarsi al quarto uomo e ho capito che con lui in campo avremo vinto». Insomma, battute e aria di festa in casa rossoblù. Con 19 punti in classifica, ottava piazza in solitudine e un eloquente più 10 dal terzultimo posto, il Cagliari può godersi i 15 giorni di stop per la nazionale e preparare al meglio la trasferta a San Siro per il Milan. «Certo che sono contento! Con la Sampdoria non era facile e la squadra ha mostrato carattere e personalità » dice Cellino. Il numero uno rossoblù è stato interpellato anche per i gesti festosi ai gol subiti: in piedi, braccia spalancate mani con mignolo, indice e pollice spalancati: «E’ un gesto portafortuna». Simile al classico I Love You. Cellino scuote la testa: «No, è il simbolo di chi ama la musica». Ieri, in tribuna è apparso Anche Robert Acquafresca. Tra autografi, foto e abbracci, l’ex bomber ha avuto anche un breve colloquio con il presidente del Cagliari. «No, non so cosa accadrà a gennaio. Intanto, dovrei rientrare alla prossima» ha detto Bobo gol, in fase di recupero da un infortunio. Immediato l’in bocca al lupo di Cellino. Per il resto, l’attaccante dell’Atalanta non ha scucito mezzo ba al di fuori di frasi di circostanza: «Da sabato siamo in silenzio stampa. Ma l’attenzione dei tifosi e dell’ambiente di Cagliari, mi fa molto piacere».
Il secondo tempo dopo il cambio tra Cacciatore e Poli, si apre con tre minuti pirotecnici nei quali è soprattutto Conti che mette in seria difficoltà Castellazzi con due conclusioni, una di testa e una di piede, entrambe deviate in angolo. La pressione degli uomini di Allegri è ficcante e obbliga la Sampdoria a chiudersi nella propria metà campo: Conti e Cossu si riappropriano degli spazi e macinano gioco in continuazione. Al 19' avviene la sostituzione che decisiva: dentro Matri per Jeda. Dopo alcuni minuti in cui le due squadre danno l'impressione di accontentarsi del risultato, al 39' il Cagliari rompe l'equilibrio: è Conti, con un colpo di testa ravvicinato su tiro-cross di Agostini, che supera il portiere doriano. La Samp prova a recuperare, affidandosi al suo faro Cassano, il quale effettua un cross radente molto pericoloso, sul quale Marchetti si oppone di pugno. Ma dopo pochi minuti gli uomini di Allegri chiudono i giochi: sugli sviluppi di un calcio d'angolo dalla sinistra, Matri raccoglie il colpo di testa di Conti e supera per la seconda volta Castellazzi. Il resto è accademia, con la felicità del bielorusso Sivakov, all'esordio assoluto in campionato, subentrato all'inesauribile Biondini. Con questi tre punti, frutto della quarta vittoria consecutiva, il Cagliari sale a 19 punti in classifica, conquistando l'ottavo posto ad un solo punto da Genoa e Parma.
Sorprese nell'elenco dei convocati di Marcello Lippi per le due amichevoli quella di sabato a Pescara con l'Olanda e quella del 18 a Cesena contro la Svezia come da previsione non c'è il nome di Antonio Cassano ma in compenso ritorna il suo gemello Pazzini, le principali novità sono a centrocampo dove figurano per la prima volta i nomi di Candreva e Biondini, esordio con Lippi per Palladino e nuova convocazione per Galloppa, mentre c'è il ritorno di Maggio in difesa,fuori Quagliarella in attacco,l'attaccante partenopeo paga il pessimo momento di forma.La Nazionale si radunerà presso il Centro Sportivo "La Borghesiana" di Roma martedì 10 (dove nel pomeriggio alle ore 15.30 svolgerà la prima seduta di allenamento) e trascorrerà la giornata di giovedì 12 a L’Aquila come gesto di solidarietà con le popolazioni terremotate. In mattinata la squadra si allenerà allo stadio Fattori, al termine della seduta gli azzurri visiteranno la zona rossa e le case nuove consegnate agli aquilani. Successivamente è previsto il pranzo nella mensa della caserma di Coppito.
Ecco la lista dei convocati:
PORTIERI: Gigi Buffon (Juventus), Morgan De Sanctis (Napoli), Federico Marchetti (Cagliari).
DIFENSORI: Fabio Cannavaro (Juventus), Giorgio Chiellini (Juventus), Domenico Criscito (Genoa), Mattia Cassani (Palermo), Salvatore Bocchetti (Genoa), Fabio Grosso (Juve), Nicola Legrottaglie (Juventus), Christian Maggio (Napoli), Gianluca Zambrotta (Milan).
CENTROCAMPISTI: Davide Biondini (Cagliari), Mauro German Camoranesi (Juventus), Antonio Candreva (Livorno), Daniele De Rossi (Roma), Daniele Galloppa (Parma), Marco Marchionni (Fiorentina), Angelo Palombo (Sampdoria), Andrea Pirlo (Milan).
ATTACCANTI: Antonio Di Natale (Udinese), Alberto Gilardino (Fiorentina), Raffaele Palladino (Genoa), Giampaolo Pazzini (Sampdoria) Giuseppe Rossi (Villarreal).
Il raduno degli azzurri è previsto per martedì entro le 12 alla Borghesiana. Nel pomeriggio si svolgerà il primo allenamento.
Marchetti 6,5 - La Sampdoria lo impegna prevalentemente con tiri dalla lunga distanza mai angolati. Così la grande parata la compie dopo pochi minuti, chiudendo tempestivamente in uscita su Mannini pronto a concludere a rete.
Canini 6,5 - Ancora una bella prestazione per il centrale naturalizzato terzino. Chiude bene su Cassano, fa guardia su ogni pallone passi dalle sue parti, e partecipa con generosità alla fase offensiva.
Lopez 6,5 - Nel primo tempo sbaglia tanti palloni nell'impostazione. Nella ripresa il Capitano guida invece con sicurezza la difesa, e la sterilità di Pazzini e Cassano la si deve all'ottima prestazione sua e del reparto.
Astori 7 - Fantastico difensore centrale. Svetta sulle palle alte ridicolizzando Pazzini, esce palla al piede dalla difesa, anticipa, imposta. Sempre a testa alta. Sta diventando un cardine dello scacchiere rossoblù.
Agostini 7 - Sta disputando la migliore stagione dal 2004/2005. Corre senza soluzione di continuità , anticipa diverse volte l'ala blucerchiata e spinge costantemente sulla fascia. Deve migliorare nel cross, ma è imprescindibile per la causa del Cagliari.
Dessena 6,5 - Primo tempo opaco. Tiene troppo palla e sembra confuso. Ripresa di cuore e sostanza. Recupera tanti palloni e partecipa sempre alla fase offensiva.
Conti 7,5 - Trascinatore. Rischia il tracollo con un passaggio all'indietro avventato dopo pochi minuti dall'inizio, poi cresce fino a diventare l'uomo partita. Nella ripresa inizia subito chiamando Castellazzi a due interventi prodigiosi. Poi chiama il pressing alto della squadra in continuazione, e infine, a pochi minuti dallo scadere, trova il gol che vale tre punti. Per non farsi mancar nulla, firma anche l'assist per il raddoppio di Matri.
Biondini 7,5 - Probabilmente questa sera verrà convocato per la prima volta in Nazionale, e c'è da dire che la chiamata se la merita tutta. Migliore in campo insieme a Conti, ormai non è solo il motore del centrocampo rossoblù, ma a tratti anche un ispirato cervello. Numeri che solo due anni non sarebbero stati immaginabili da uno come lui. Continua a crescere senza fermarsi. Essenziale per il Cagliari di Allegri, allenatore a cui deve il suo salto di qualità . (dal 92' Sivakov s.v. - Esordio in maglia rossoblù. In bocca al lupo).
Cossu 7 - Un pò isolato nella prima frazione, solito trottolino nella ripresa. Fa dannare i difensori blucerchiati, non trova il gol per un niente. Ammonito, salterà il Milan ma giocherà sicuramente contro la Juventus. Per un "casteddaio doc" come lui, forse questo è il male minore.
Nenè 6,5 - Pomeriggio in veste di uomo squadra. Pressa senza fermarsi mai, e regala alla platea diversi numeri quando và a prendere palla e far salire la squadra. Meriterebbe il gol sull'assist delizioso di Biondini che viene però intercettato dai difensori della Samp. (dall'81' Larrivey 6,5 - Voto d'incoraggiamento perchè entra, e il Cagliari sigla due gol e porta a casa i tre punti. Si impegna e lotta contro i forti difensori centrali di Delneri. Allegri lo tiene sulla corda e gli da fiducia, contando in un suo completo recupero).
Jeda 6,5 - Non è ancora ai suoi massimi livelli, ma corre meglio di quanto visto due settimane fa. Gioca per la squadra, mette sempre in ansia i giocatori doriani, e lascia il campo solo perchè Allegri non poteva rinunciare al peso di Nenè. Con il quale peraltro iniziano a scorgersi cenni d'intesa. (dal 65' Matri 7 - Sfiorerebbe la sufficienza per quanto fatto fino al momento del gol. Ma ha il merito di siglare il 2-0, chiudere a ogni velleità doriana e portarsi a 4 reti nella classifica marcatori).
Allegri 8 - L'orchestra suona la quarta, lui la dirige come un grande direttore ma anche come un attendo padre. La sua creatura lo segue fedelmente, e quando stecca lo spartito viene prontamente richiamata dalle grida toscane che provengono dalla panchina rossoblù. Voleva vincere oggi, lo voleva perchè la squadra doveva superare la prova di maturità . Il 22 a San Siro la prova definitiva per cercare di volare. Con umiltà e sacrificio, in pieno stile Allegri.
Massimiliano Allegri lo sa bene. La partita di domani ha la sua importanza non solo nei motivi di classifica o nella difficoltà che l'avversario può causare. Ce l'ha sopratutto in quanto rappresenta un viatico che può segnare una crescita nella maturità del gruppo. La possibilità di centrare la quarta vittoria consecutiva, sfuggita l'anno scorso guarda caso contro Delneri, e la sapienza tattica necessaria per affrontare una squadra come la Samp rappresentano, come ha detto lo stesso Allegri, una prova di maturità . "Non dovremo prestare il fianco alle loro iniziative. Per noi è una prova di maturità ". Le caratteristiche dell'avversario sono abbastanza chiare. "E' una squadra che cura molto la fase difensiva. Diventano pericolosi quando prendono palla e la cedono a Cassano. In avanti concedono pochissimo".
Per quanto attiene la formazione, sarà assente Lazzari, colpito dall'influenza. I dubbi di Allegri si concentrano però in attacco. "Sicuramente tornerà Dessena. I quattro difensori saranno quelli. Ho molti dubbi in attacco, stanno tutti bene. Larrivey si è ritrovato, in quella mezz'oretta che ha giocato domenica scorsa. Chiunque ci sarà , farà bene".
La partita di domani può essere vista come un trampolino dal quale spiccare il volo, ma se si guarda il calendario, le otto partite che mancano di qui alla conclusione del girone di andata saranno tutte partite difficilissime, contro avversari come Milan, Juve, Napoli, Palermo, Roma etc. Il risultato contro i doriani diventa perciò in qualche modo obbligatorio. "Saranno otto gare infernali, da qui alla fine del girone d'andata. Non dovremo però rinunciare a quelle che sono le nostre prerogative. La condizione fisica è cresciuta, i risultati lo dimostrano". L'obiettivo è il solito. Grande sacrificio e grande corsa per riuscire a mettere in campo le proprie idee e il proprio gioco. I risultati poi diranno dove questo Cagliari potrà arrivare.
Sono 20 i giocatori convocati da Massimiliano Allegri per la sfida di domenica contro la Sampdoria. Ancora una volta sono contati i difensori, date le assenze di Marzoratti e Pisano, mentre fa il suo ritorno in prima squadra il baby Ragatzu. L'assente di spicco è però Lazzari, che non ha recuperato dall'influenza e dovrà attendere il rientro dalla pausa per rivedere il campo.
Nuova sfida tra le mura amiche per il Cagliari di Massimiliano  Allegri che domani alle ore 15 affronterà la Sampdoria di Gigi Del Neri. I rossoblù sulle ali dell'entusiasmo per le ottime prestazioni con Genoa, Lazio e Atalanta  che hanno portato 9 punti in 3 gare si preparano ad affrontare una squadra doriana ancora stordita dal 5-1 contro la Juventus e che non è riuscita ad andare oltre lo 0-0 nella gara casalinga contro il Bari. Per seguire la partita prendete nota:
Per quanto riguarda la piattaforma dtt la partita sarà visibile su Premium Calcio24 all'interno del programma Diretta Premium per quanto rigurda Mediaset Premium, mentre su Dahlia il canale dedicato alla partita sarà Dahlia Calcio 1, infine Sky proporrà il match su Sky Calcio 3, canale 253. Per chi volesse seguire la partita alla radio, oltre agli aggiornamenti su Radio 1 Rai con Tutto il Calcio minuto per minuto, Radiolina propone la radiocronaca in diretta affidata come di consueto alla voce di Vittorio Sanna. Su Videolina, aggiornamenti all'interno di Sport Club sugli spalti, condotto da Mara Chessa.
La febbre blocca Lazzari, domenica contro la Samp Allegri dovrà fare a meno dell'ex atalantino. Niente da fare, non recupera l'esterno di centrocampo rossoblù, che anche ieri è rimasto a casa con l'influenza. Una tegola per il tecnico del Cagliari che, a questo punto, lancerà nella mischia Dessena, pienamente recuperato dopo i piccoli guai fisici della settimana scorsa. Sempre fuori, naturalmente, anche Pisano e Marzoratti, che hanno svolto lavoro differenziato. Ieri per i rossoblù allenamento pomeridiano e piccola partitella in famiglia. Oggi nuova seduta nel pomeriggio, domani in mattinata è prevista la rifinitura. L'obiettivo principale, inutile nasconderlo, sarà quello di fermare Cassano. C'è il talento della Sampdoria sulla strada dei rossoblù: a due veterani come Conti e Agostini il compito di spiegare come potrebbe essere arginato il genio di Bari Vecchia. I due giocatori del Cagliari sono stati ospitati ieri mattina a Serramanna dagli studenti dell'Istituto Comprensivo nella nuova tappa del tour nelle scuole, organizzato dal Cagliari Calcio. Un'immersione nel tifo del Medio Campidano per il centrocampista e il difensore di Allegri, ai quali domenica spetterà un compito importante contro la seconda forza del campionato. «Come fermeremo Cassano? Sparandogli». Agostini la butta sullo scherzo, ma la quarta vittoria consecutiva fa gola e il laterale toscano si ricompone di fronte all'impegno imminente: «Dobbiamo continuare sulla stessa strada. Il lavoro porta lontano. Tutti insieme potremo fermare Cassano e la Sampdoria». Il momento è esaltante ma l'ex empolese, in Sardegna ormai da sette anni, non si scompone: «Vietato rilassarsi», sottolinea, «manteniamo i piedi per terra, molto meglio». In difesa i giocatori sono contati ma Agostini non sente questo senso di precarietà : «No, non ci pesa essere così pochi, anzi, in situazioni del genere la carica è anche maggiore». Da un amico all'altro, da Agostini a Conti, altro leader storico della squadra: «La nostra forza è il gruppo. Chiunque venga chiamato in causa, fa bene». La vittoria sull'Atalanta ha dato una spinta enorme. «Sicuramente, adesso la nostra mentalità dovrà rimanere immutata anche contro la Sampdoria: umiltà e voglia di vincere dovranno essere le stesse anche in questa nuova sfida». Occhio di riguardo per Cassano? «Senza dubbio», conclude il vice capitano del Cagliari, «salta l'uomo con grande facilità e può far vincere una partita da solo, con i suoi colpi». SAMPDORIA Amichevole infrasettimanale per la squadra di Del Neri, che ieri ha affrontato i dilettanti del Vado a Bogliasco. I blucerchiati si sono imposti per 3-0, con le reti di Gastaldello, Tissone e Cassano. Al test non ha preso parte il centrocampista Mannini, che ha sostenuto un lavoro differenziato. Assenti anche gli infortunati Padalino e Semioli.
Assist alla stessa stregua di un gol. Per Antonio Cassano è diventata un'abitudine. Domenica sarà al Sant'Elia, con la sua Sampdoria. "Giocatore che determina un risultato"ha detto Allegri, diretto interessato dato l'avvicinarsi del confronto, che tuttavia non pensa assolutamente a preparare qualcosa di particolare per mettergli la museruola. C'è già però chi l'ha affrontato in campionato. Che può dare delle "dritte" importanti al tecnico del Cagliari. E' il caso di alcuni ex allenatori, che si sono transitati sulla panchina rossoblù. Tutti con un denominatore comune. Non sono riusciti ad aver ragione della formazione blucerchiata. Ed è stato difficile raccoglier punti. Ha centrato l'impresa solo Davide Ballardini che, alla guida della Lazio, all'ottava giornata, ha impattato per 1 a 1. "Giocare di squadra, per limitarne la verve - è la ricetta dell'attuale allenatore della compagine romana - Senza stravolgere i meccanismi difensivi. Un giusto assemblaggio fra reparti, con i centrocampisti che danno una mano pure in fase di non possesso, può essere importante. Poi è evidente che, a sviluppare certe situazioni, può essere l'episodio, anche fortunato". Chi invece è stato travolto, con il Bologna, è Franco Colomba. Meteora alla corte celliniana, che ha avuto il contatto più recente con la squadra di Gigi Del Neri. La Sampdoria gliene ha rifilati quattro (a uno). "Era in una giornata di particolare vena -dice Colomba -Distribuì gli assist vincenti ai compagni. Io preparai, inizialmente, una sorta di gabbia attorno a lui, conoscendone le qualità . E lavorando pure di squadra. Quello che è importante è sbagliare poco. Se ti allunghi, e a noi capitò per cercare di recuperare il risultato, lui attacca gli spazi ed è un suicidio. Quando ha campo è immarcabile ". Chi invece non ha troppa voglia di parlare di calcio è Marco Giampaolo. Da poco avvicendato sulla panchina del Siena. Anche per lui quattro sberle (a una), rifilategli dai blucerchiati alla quarta giornata. "Gara nata male e finita peggio. Per tentare di bloccare Cassano è necessaria una ragnatela, meglio se supportata dagli aiuti in mezzo al campo". Non poteva mancare il giudizio di Eugenio Fascetti. Il tecnico che l'ha plasmato e lanciato nel calcio che conta. In quel di Bari. Correva la stagione 1999-2000. "E' sempre un talento.-ha detto-Però nella Sampdoria, ultimamente, l'ho visto cambiato. Pare quasi sedato. Non è più geniale e irriverente come prima. Resta però uno di quei giocatori che, in qualsiasi momento, ti inventa la giocata giusta".
Aspettando la seconda in classifica con un piacevole imbarazzo della scelta. Ovunque, meno che in difesa. Ma i mezzo e in attacco Max Allegri si può sbizzarrire. Anche per una concomitante crescita psicofisica degli attori principali. Da Biondini a Lazzari senza scordare Conti: la cerniera-pensatoio del Cagliari lievita. E le tre vittorie di fila danno dati eloquenti. A 76 ore dalla sfida alla Samp di Del Neri, il tecnico ragiona sul dispendio fisico e sulle condizioni del collettivo. Intanto, Lazzari sta a casa per la febbre mentre Sivakov è stato chiamato dall’under 21 del suo paese. Per Pisano e Marzoratti ancora lavoro differenziato. La frenata di Allegri. Il livornese non ha dubbi: «Guai a rilassarci». Il messaggio al gruppo è nitido. I 16 punti in 11 gare sono un tesoretto strepitoso. Il Cagliari ha vinto tre volte fuori, più un pari a Livorno, e due in casa: il Sant’Elia fa stava diventando il tabù da sfatare. Poi, con il Genoa c’è stata la svolta. E adesso, dalla Liguria arrivano i cugini. «La Samp? Affrontarla è motivo d’orgoglio per tutti noi. Non sono secondi in classifica per caso». Allegri non ha torto. E la sfuriata di Cassano dopo i fischi e i mugugni della tifoseria, subito ricomposta alla ripresa degli allenamenti, non promette bene. Domenica saranno 90’ complessi. Centrocampo a go-go. Allegri ha sottolineato la forza di poter impiegare con profitto e in qualsiasi momento Barone e Parola. Ha ricordato che Dessena si è riposato per quasi due partite. Inoltre, c’è Brkljca che sgomita per fare i primi minuti in serie A. E gli altri volano: Conti, Lazzari, Biondini hanno mostrato una forma che ricorda i tempi migliori. Facile ipotizzare per i liguri qualche novità . Un attacco ritrovato. I quattro gol di Nenè hanno ridato il sorriso al presidente Cellino. Ora, il patron aspetta Larrivey. Ma anche la gara di Matri ha avuto un ruolo decisivo per scardinare l’Atalanta. Infine, Jeda. Il brasiliano ha tirato il fiato: «Dal 15 luglio non aveva mai saltato neanche un’amichevole» ha spiegato Allegri. E ci sono anche Ragatzu e Gallon, fiore all’occhiello del vivaio. Sivakov in nazionale. Mikhail «il biondo» è stato convocato per l’under 21 della Bielorussia che martedì 17 novembre per le qualificazioni agli Europei, gioca a Tirana con l’Albania. Sivakov raggiunge i compagni lunedì. Il tour delle scuole. Daniele Conti e Alessandro Agostini sono i protagonisti della tappa dello «Stadio dei bambini - Tour delle scuole». Stamani alle 10.30 sono all’Istituto Comprensivo di Serramanna, in via Sicilia. Notiziario. Ieri, al centro tecnico «Ercole Cellino», doppia seduta. Al mattino, palestra e lavoro propiocettivo. Di pomeriggio, riscaldamento, possesso e non possesso palla con partitina finale. Ancora differenziato per Pisano e Marzoratti. Ieri, forfait Lazzari, a casa con la febbre.
Mikhail Sivakov, giovane centrocampista bielorusso del Cagliari, è stato convocato dalla sua nazionale Under 21 per disputare una partita valida per le qualificazioni agli Europei, il 17 novembre a Tirana contro l'Albania. Sivakov rimarrà a Cagliari fino alla partita di domenica contro la Sampdoria, per aggregarsi ai connazionali il 9 novembre.
Verso la concessione. Lo stadio resterà pubblico. Scoppia la pace al vertice tra Cellino e Floris. Dopo un anno di tira e molla le parti si riavvicinano. Ma l'ipotesi dell'acquisto dell'area, sembra tramontata. In via Roma si lavora per una concessione di lunga durata dello stadio Sant'Elia al Cagliari. E l'area dovrebbe dunque rimanere pubblica. Il problema ora sono i tempi. Perchè la proprietà pubblica dell'area impone una gara europea per l'appalto di costruzione (o ristrutturazione) dello stadio, dilatando inevitabilmente i tempi per le lungaggini della burocrazia. Da qui lo scetticismo di molti. Situazione confusa. Perchè lunedì l'ufficio Espropriazioni del Patrimonio ha chiesto al Servizio Demanio regionale modifiche al vincolo di destinazione pubblica dell'area dello stadio. Massimo Cellino arriva al Comune poco prima delle 13 e lascia il palazzo dopo un'oretta di colloquio con il primo cittadino. Chi frequenta palazzo Bacaredda dice di averlo visto più disteso rispetto alle ultime visite. Anche Cellino sembra soddisfatto. «Non ho mai visto Floris tanto determinato a costruire lo stadio come questa volta», ammette il patron rossoblù, «a questo punto per me va bene qualsiasi cosa: alienazione o concessione. Mi va bene tutto. E sono pronto», conclude, «a fornire tutta la documentazione necessaria. Sono nelle mani del sindaco». Poche parole anche da parte di Emilio Floris: «Non è più ora di parlare, ma di fare», sintetizza il primo cittadino. E lunedì è arrivata alla Regione la richiesta da parte del Comune di modifica dei vincoli di inalienabilità . La legge regionale (la numero 35 del 1995) allo stato attuale impone alla Ras di cedere a prezzo simbolico solo le aree con destinazione pubblica e in virtù di questa norma, l'alienazione sembra sfumare, salvo une tempestiva delibera ad hoc della Giunta Cappellacci. In caso di no di viale Trento la soluzione potrebbe essere la gara pubblica per la progettazione, la costruzione e la gestione del nuovo impianto e una concessione duratura. Possibile la soluzione del project financing già prevista nel piano trienneale delle opere pubblich.
Le tre vittorie consecutive dimostrano come il Cagliari abbia preso piena consapevolezza delle proprie possibilità , e soprattutto abbia ritrovato il gioco spumeggiante dello scorso campionato. Un exploit del genere ha in un certo senso sorpreso anche il tecnico Massimiliano Allegri. «Non mi aspettavo un simile rendimento, ottenuto, fra l’altro, nello spazio di una sola settimana». «Certo - ha detto Allegri - dentro di me ci speravo. Ora però non dobbiamo allontanarci da quello che è il nostro vero obiettivo, ovvero ottenere la salvezza senza soffrire». - Rispetto alle prime partite dove è cresciuta
Sbuffa, fa “no†con la testa,sbatte le braccia sui fianchi, applaude i compagni, dà “5â€, in campo ha sempre la amminata veloce, nervosa. Gesti esplosivi quando manca la parola. Con gli occhi cerca Jeda. E poi: "In ogni posto in cui vado mi dicono “in bocca al lupo†- dice esterrefatto Nenè in portoghese - ma cosa vuol dire? Strizza gli occhi preoccupato per cercare di capire. Non ride mai. Pernora comunica così. E coi gol. E se pensate che in 322 minuti totali ne ha realizzato 4, cioè uno ogni 80 minuti, si deduce che per ora questo ragazzo dalla faccia spigolosa, abbia la media da bomber puro. Non sarà un giocoliere del calcio, ma un alchimista sì: trasforma palloni in punti. Quattro gol e tre vittorie. Sacro dono, braccia al cielo e canzoni mistiche brasiliane per ringraziare chi di dovere. Lo aveva sempre sognato. Arrivare in Italia ed ergersi a protagonista. Detto fatto. A fine gara, dopo la doppietta contro l'Atalanta si presenta ai giornalisti ancora con quell'aria da bambino imbronciato. "Sono contento". Dalla faccia chi l'avrebbe mai detto. Dopo undici giornate di campionato la sua seconda gara da titolare e la doppietta che inizia ad annichilire l'eredità ingombrante. Cercare di subentrare, nel cuore dei tifosi, a Robert Acquafresca. Ma Nenè ha già fatto mille conquiste."Il mio predecessore ha fatto bene a Cagliari. Ma le nostre caratteristiche sono differenti e a me piace essere me stesso", ha detto con decisione l'attaccante. Un anno fa a Madeira, dove tutti lo chiamavano “El tigre†per quei 20 gol da capocannoniere lusitano e per il tatuaggio da “cattivo†sul braccio. "Bella ma troppo isolata, Madeira. L'inverno è terribile. Poca gente in giro e molta noia. A Cagliari si vive notevolmente meglio. Anche nei ristoranti si mangia con discreta qualità ".
Raffinato e all'apparenza spaesato, ma la su vita in città va già meglio. E preso subito sotto l'ala protettrice del connazionale Jeda, ha mostrato di sapersi adattare al calcio d'oltreoceano. "Anche se devo dire di aver trovato, in Italia, una situazione del tutto differente. Anzitutto nell'organizzazione delle partite, qua è tutto portato all'eccesso. Poi la preparazione: ho faticato parecchio a tenere i ritmi, soprattutto nei primi giorni. Non ero abituato a questi tipi di allenamento ". Uno scontro frontale con una realtà diversa: "Certo più professionale anche rispetto al Brasile". Poi ci sono stati quei dieci giorni persi, a luglio, nel bel mezzo del ritiro pre-campionato. Un po' galeotti e che hanno avuto il potere di destabilizzare il rendimento del giocatore. Erano serviti per tornare in patria ed espletare le pratiche burocratiche per regolarizzare il trasferimento nell'isola. "In effetti, concordo con il mio allenatore, che lo ha sempre rimarcato. Il fatto di non essermi allenato ha inciso, ed anche parecchio, sul rendimento iniziale. Pian piano, però, la condizione è tornata. Non sono ancora ai miei massimi livelli, ma conto di arrivarci a breve". Per ora resta la soddisfazione dei complimenti da parte del presidente Cellino. "Lui mi ha voluto, lui mi ha fatto il contratto. Spero di regalargli altre gioie".
Consueto lunedì di riposo per il Cagliari, mai come questa volta meritato. I rossoblù hanno raccolto nove punti nella settimana di fuoco che ha visto Lopez e compagni sconfiggere Genoa e Atalanta al Sant'Elia, e la Lazio all'Olimpico. Una sette giorni in cui solo la schiacciasassi Inter è riuscita a tenere testa al ruolino di marcia della Allegri Band. Ciò che di buono è stato fatto và però messo subito da parte, in quanto domenica prossima è prevista una nuova sfida da vincere per dare continuità ai risultati ottenuti e mettere altri mattoncini nella costruzione della salvezza anticipata che consentirebbe poi di rivolgere la testa ad altri obiettivi.
La seconda partita consecutiva al Sant'Elia vedrà di scena sul campo cagliaritano la Sampdoria di Cassano e Pazzini, i gemelli del gol che stanno facendo sognare Genova con l'applicazione delle idee del mago Del Neri. I blucerchiati, dopo una partenza a razzo, hanno subito nelle ultime due giornate un lieve rallentamento, frutto della sconfitta a Torino contro la Juventus e del pareggio casalingo contro il Bari, con tanto di recriminazioni giustificate di Ventura e dei suoi giocatori. La società di Garrone mantiene comunque saldo il secondo posto, in coabitazione con la Juventus. Ma la trasferta di Cagliari si annuncia insidiosa, in quanto le energie spese in ques'inizio di stagione sono state tante, e i genovesi guardano alla pausa per la nazionale come a una fonte a cui abbeverarsi per ritrovare le giuste forze.
Contro la Sampdoria Allegri potrebbe ritrovare sulla corsia di destra Lino Marzoratti, a cui si aggiungeranno i recuperi di condizione di Jeda e Dessena, rimasti a riposo nella vittoria di ieri contro l'Atalanta. Niente da fare invece per Pisano, il cui lavoro differenziato proseguirà con il fine di mettersi a piena disposizione del mister per la gara immediatamente successiva alla sosta, l'affascinante sfida del Meazza contro il Milan di Leonardo.
L'appuntamento per la ripresa degli allenamenti è fissato per domani alle 15.30 nel centro sportivo di Assemini. L'entusiasmo e la serenità del gruppo saranno la molla su cui Allegri dovrà lavorare per presentare una squadra che sia ancora una volta in grado di sorprendere al cospetto della rivelazione Sampdoria.
Il Cagliari balla sui numeri. Ieri giocava la millesima partita in serie A, battendo l’Atalanta ha firmato la vittoria numero 300 nella massima serie. Per riuscirci ha impiegato 12 minuti, quelli finali del primo tempo: dal 33’ al 45’, annichilendo letteralmente l’Atalanta. Grande protagonista Nenè che ha rotto l’equilibrio della partita con la sua prima doppietta in serie A. Un rigore procurato da Lazzari e trasformato da Matri ha chiuso la partita. La settimana d’oro del Cagliari insomma si è conclusa alla grande. Dopo aver battuto domenica scorsa il Genoa con molta sofferenza, e aver violato il campo della Lazio mercoledì, ieri una vittoria senza discussioni, come recita il punteggio. Tre successi di fila che hanno avuto immediati riflessi sulla classifica: dalla zona retrocessione, la squadra di Allegri si trova proiettata addirittura in nona posizione, di nuovo ai confini dell’Europa come ormai ci si era abituati nella scorsa stagione. Ieri Allegri ha apportato giusto un cambio in attacco. Il tecnico ha voluto dare un turno di riposo a Jeda, che ha sempre giocato, ma ha anche voluto provare in avvio la soluzione Nenè e Matri insieme, con il brasiliano prima punta. Per il resto obbligata conferma della difesa, visto che gli uomini sono contati, e anche del centrocampo schierati a Roma. L’inizio della partita non è stato dei migliori. Sì il Cagliari ha provato a forzare i tempi con le giocate di Cossu e le accelerazioni di Lazzari. Ma l’Atalanta di Conte ha ben presto preso in mano il pallino del gioco, spezzando con il suo diligente pressing le iniziative avversarie, tenendo palla e tentando improvvise sortite in avanti. La partita è andata avanti così per circa una mezzoretta. Sembrava insomma la classica gara rognosa, in cui il Cagliari avrebbe dovuto soffrire parecchio per venire a capo dell’avversario. A spezzare l’inerzia del confronto ci ha pensato Nenè. Il brasiliano si è procurato al 33’ un calcio d’angolo con una ficcante azione sulla sinistra. Il conseguente corner è stato battuto da Cossu e sullo spiovente lo stesso Nenè ha compiuto un prodigioso stacco deviando il pallone di testa in anticipo sulle mani protese di Consigli. Il gol ha cambiato ovviamente la storia dell’incontro. L’Atalanta ha abbozzato una timida reazione ben controllata dai rossoblù che dopo tre minuti sono riusciti nuovamente ad andare a segno: azione di Biondini sulla destra, palla a Cossu che sul fondo finta il cross di destro poi ritorna sui suoi passi e spedisce in area di sinistro un invitante traversone su cui è ancora Nenè il più lesto: il brasiliano tocca morbidamente il pallone e lo spedisce ancora in rete. Un «uno due» terribile per la squadra di Conte che assiste ormai annichilita al monologo cagliaritano. I rossoblù, a quel punto, giocano sul velluto e riescono anche a triplicare grazie a una nuova azione promossa da Cossu che ha servito in area Lazzari. Il fantasista cagliaritano è stato steso senza tanti complimenti da Peluso. Per l’arbitro nessun dubbio: rigore netto. Una settimana fa contro il Genoa, assente Jeda, si incaricò della trasformazione Nenè. Stavolta il brasiliano, evidentemente appagato, ha lasciato la piazzola di tiro a Matri che ha saputo trasformare con freddezza, dando al punteggio i contorni di un trionfo. Il Cagliari vola e sembra aver preso lo stesso piglio di un anno fa: dopo un avvio balbettante, una buona metà di stagione che ha fruttato la salvezza con largo anticipo. La storia si sta ripetendo...