Inter
Inter, che battuta di orgoglio!!
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- Pubblicato Giovedì, 10 Maggio 2012 13:26
- Scritto da Alessandro Chizzini
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La squadra di Stramaccioni domina per tutti i 90 minuti, anche se i giocatori di Allegri hanno le loro buone occasione per cambiare le sorti della partita; al 10° minuto Ibrahimovic si divora un gol clamoroso, calciando sopra la traversa, dopo che un assist di Robinho aveva permesso allo svedese di trovarsi a un metro da Julio Cesar. Tre minuti dopo, invece, Milito non imita il bomber rivale: su una punizione di Sneijder, Samuel serve di petto, forse involontariamente, il “principe” che a tu per tu con Abbiati porta in vantaggio i neroazzurri. Da questo momento è solo Inter con un pericoloso tiro a lato di Guarin e una respinta di Abbiati su un colpo di Sneijder, sul quale Lucio mette poi in rete in fuorigioco. Il Milan non riesce a sbrogliare il bandolo della matassa e rischia ancora di andare sotto quando al 30°, sugli sviluppi di un calcio d’angolo, Cambiasso si vede respingere un colpo di testa da Abbiati, con il pallone che sembra aver varcato la linea di porta: questa volta il gol-fantasma favorisce i rossoneri. Ancora Abbiati si supera su un tiro ravvicinato di Sneijder, ma nell’occasione accusa un fastidio muscolare e deve cedere il posto ad Amelia. Passano pochi istanti e Julio Cesar respinge un tentativo di Ibrahimovic. Quando però nessuno se lo aspetta, il Milan recupera la partita; clamoroso errore di Rizzoli che concede un calcio di rigore per atterramento in area di Boateng da parte di Julio Cesar; l’intervento, però, è direttamente sul pallone. Siamo al 42° e nonostante le provocazioni del portiere neroazzurro, Ibrahimovic fa 1-1.
Il secondo tempo si apre subito con nuove emozioni; il bomber svedese si destreggia bene in area tra Samuel e Lucio e con un preciso colpo sotto porta il Milan in vantaggio. L’Inter non accusa il colpo e anzi continua a fare la partita. Già al 49° Sneijder manca di poco un gol da leggenda: da centrocampo calcia al volo, la palla si impenna e spiove in area; Amelia evita di un soffio la beffa. Passano pochi minuti e Milito viene messo giù da Abate a seguito di una trattenuta; l’attaccante argentino si conferma bestia nera del difensore rossonero. Calcio di rigore netto che Milito realizza. Al 53° Muntari ha la possibilità di mettere a segno un pesantissimo gol dell’ex, ma da pochi passi manda a lato, complice anche il pressing di Cambiasso. Passano circa 15 minuti quando Julio Cesar mette in angolo un velenoso sinistro di Abate. Al 77° la svolta definitiva: Nesta ferma col braccio un colpo di testa del neo entrato Pazzini; ancora rigore e ancora Milito: Inter nuovamente in vantaggio e tripletta dell’argentino. Derby da incorniciare per “El Principe”. La partita rimane aperta ma a 3 minuti dalla conclusione ci pensa Maicon a chiuderla definitivamente; il fulmine che scaglia in corsa dalla destra e che si infila sotto l’incrocio dei pali lascia esterrefatto l’incolpevole Amelia. Termina così un incontro spettacolare, degno di un derby: l’Inter gioca la sua migliore partita della stagione contro i rivali rossoneri che consegnano così lo scudetto alla Juventus. Questa vittoria, insieme al derby dell’andata, rende forse meno amara una stagione priva di soddisfazioni; la squadra di Stramaccioni rimane in corsa per il terzo posto, ma le possibilità sono comunque minime. Per raggiungere l’obiettivo serve vincere lo scontro diretto con la Lazio all’Olimpico e sperare nella sconfitta dell’Udinese e in una mancata vittoria del Napoli. L’Inter si è davvero dimostrata arbitro del campionato, ma anche del proprio destino, anche se sa che domenica prossima dovrà tenere un orecchio teso sugli altri campi. Resta il rammarico per una prestazione che è mancata per tutta la stagione, tranne pochi episodi. È comunque un’importante battuta d’orgoglio per l’Inter, forse un buon viatico per far tornare vincente una squadra che vuole far rivivere ai tifosi momenti non poi così lontani…come il derby di domenica.
Alessandro Chizzini
Inter Terzo posto: addio definitivo?
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- Pubblicato Giovedì, 03 Maggio 2012 16:08
- Scritto da Alessandro Chizzini
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Il Parma prova a fare subito la partita, tiene il pallino del gioco senza però far correre seri rischi alla difesa neroazzurra e anzi è proprio l’Inter, al contrario, a sfruttare la prima vera occasione di attacco: al 13° minuto un cross a centroarea di Stankovic viene mancato da Milito, ma viene agganciato da Sneijder che riesce a portare in vantaggio la sua squadra, da posizione defilata e al limite del fuorigioco. Il Parma non si disunisce e continua a fornire una prestazione di ottimo livello tra cui si distinguono, tra gli altri, gli ex Jonathan e Biabiany. L’Inter comunque sembra in grado di contenere l’offensiva emiliana e la stessa sensazione si ha nel secondo tempo, almeno fino a quando, dopo pochi minuti dal fischio iniziale, Lucio compie l’ennesimo erroraccio difensivo; da ultimo uomo, mantiene il possesso del pallone pressato da Giovinco, ma la “formica atomica” ha la meglio, si invola da solo verso la porta e con un preciso assist regala a Marques un facile pareggio. Lucio non è più la colonna del triplete, è un lontano parente del capitano che guidava con carisma e classe la nazionale brasiliana. L’Inter va nel pallone e, al contrario delle ultime uscite, deve subire la rimonta degli avversari; passa solo un minuto e da un altro svarione difensivo arriva il vantaggio parmense: Giovinco riceve da Galloppa e si trova da solo davanti a Julio Cesar, superato con un potente destro sotto la traversa. A questo punto l’Inter si sbilancia; Stramaccioni da spazio a Zarate e Pazzini e i neroazzurri sprecano quasi l’impossibile. I due neo entrati insieme a Milito e Sneijder falliscono delle limpide palle-gol; il pareggio però non arriva e anzi all’80° Biabiany chiude la partita; l’ex neroazzurro si invola da solo da metà campo, supera Julio Cesar in uscita fuori area, sbilancia Samuel e fa 3-1. Risultato giusto che premia un Parma ordinato e concentrato come se si stesse giocando qualcosa di più del settimo post; l’Inter paga ancora gli errori che hanno contraddistinto tutta la stagione, soprattutto nel reparto arretrato. A due giornate dalla fine, il terzo posto è lontano tre punti, complice le vittorie di Napoli e Udinese; la Lazio pareggia e si colloca al 5° posto. L’Inter è sesta a soli 3 punti dalla zona Champion’s, ma a 180 minuti dalla fine del campionato si trova ad affrontare prima il derby col Milan (in piena corsa scudetto e galvanizzata dal rallentamento inaspettato della Juventus) e la Lazio all’Olimpico di Roma; inoltre deve anche sperare in nuovi passi falsi delle tre squadre che la precedono in classifica e impegnate in un calendario sulla carta più agevole. Anche la classifica avulsa condannerebbe i neroazzurri.
Nulla è impossibile, per carità, ma mai come adesso il terzo posto sembra davvero una chimera.
Alessandro Chizzini
Inter a Parma per proseguire la rincorsa
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- Pubblicato Mercoledì, 02 Maggio 2012 13:53
- Scritto da Alessandro Chizzini
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PROBABILI FORMAZIONI:
- PARMA (3-5-2): Pavarini; Santacroce, Paletta, Lucarelli; Biabiany, Valiani, Valdes, Galloppa, Modesto; Okaka, Giovinco.
- INTER (4-3-3): Julio Cesar; Maicon, Lucio, Samuel, Nagatomo; Cambiasso, Stankovic, Obi; Alvarez, Milito, Zarate.
Alessandro Chizzini
Terzo Posto l'Inter c'è ancora
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- Pubblicato Giovedì, 26 Aprile 2012 14:12
- Scritto da Alessandro Chizzini
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Il tecnico neroazzurro conferma le previsioni della vigilia, con l’unica differenza di Guarin preferito a Obi. Sono i bianconeri però a forzare nei primi minuti e, dopo una “rabona”di Di Natale, Danilo esplode un potente destro dal limite dell’area; la palla sbatte sul palo alla destra di Julio Cesar e porta in vantaggio l’Udinese. Siamo al 6° minuto. Il gol non taglia le gambe all’Inter come accadeva fino a febbraio e dopo quattro minuti Milito serve fuori area Sneijder; tiro sporco dell’olandese col sinistro, Handanovic è insicuro e l’Inter pareggia: 1-1 al 10° minuto, col ritorno al gol di Sneijder. La partita diventa ora più movimentata; l’Udinese prova a fare gioca, mentre l’Inter cerca il contropiede. Al 28° Sneijder ritorna alla doppietta: Cambiasso lancia per Milito che con classe e carattere difende il pallone che viene servito all’olandese; tocco sotto del trequartista neroazzurro ed è sorpasso. Passano altri dieci minuti e l’Inter chiude subito la partita: Armero perde il pallone a metà campo che termina sui piedi di Alvarez; l’argentino raggiunge l’area e dopo aver disorientato la difesa avversaria con una finta, supera Handanovic con un preciso destro all’angolo della porta difesa dal numero uno sloveno. Il primo tempo si conclude con dei timidi tentativi dei friulani di riaprire la partita.
Nella ripresa l’Udinese forza il ritmo con il tandem Floro Flores – Di Natale, ma è Asamoah a rendersi maggiormente pericoloso con un potente tiro ribattuto da Julio Cesar. Ci riprovano poi Di Natale, Floro Flores e Benatia. I neroazzurri reagiscono con Sneijder e con le incursioni di Maicon; stavolta Handanovic è attento.
Finisce 3-1 per l’Inter. Stramaccioni risponde alle critiche post-Fiorentina, ma soprattutto la sua squadra torna in piena corsa Champion’s League e, complice sconfitte di Lazio e Roma (e la stessa Udinese), sale al 5° posto e a soli 3 punti dal terzo posto occupato dai biancocelesti. Solo il Napoli conquista la vittoria tra le squadre in lotta.
Ottimo segno per i neroazzurri che fanno loro una partita che poteva rappresentare l’addio definitivo all’Europa che conta. Punti vitali quindi, sia per la classifica, sia per il morale. L’Inter non è ancora morta.
Alessandro Chizzini
L'inter rallenta ancora e domani c'è l'Udinese
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- Pubblicato Martedì, 24 Aprile 2012 10:27
- Scritto da Alessandro Chizzini
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Rallenta però ancora la corsa al terzo posto per l’Inter, obiettivo che diventa ormai sempre più una chimera. Contro la Fiorentina di Delio Rossi, in piena lotta-salvezza, l’Inter offre una prestazione piuttosto anonima e mediocre, nonostante i viola fossero alle prese con le pesanti assenze di Vargas e soprattutto Jovetic. Alla fine Stramaccioni deve ringraziare Julio Cesar che devia in angolo un calcio di rigore calciato da Ljajic.
Nel primo tempo la partita si dimostra vivace con buone occasioni da una parte e dall’altra: Zarate e Forlan da una parte, Kharja e Lazzari dall’altra, con quest’ultimo che tenta il gol da centrocampo. L’Inter chiude i primi 45 minuti in avanti, ma la difesa viola regge bene.
Nel secondo tempo Nagatomo sostituisce il capitano Zanetti per infortunio, una novità per la squadra neroazzurra. Maicon è molto attivo sulla destra ma i suoi cross continuano a non incidere, così come nella prima frazione di gioco. Al 52° si rivede Snejider al posto di Forlan e l’Inter sembra controllare meglio il gioco, senza però risultati. Dopo un tentativo da fuori al 64°, l’ottimo Lazzari viene steso in area da Julio Cesar 5 minuti dopo; il numero uno neroazzurra ipnotizza il calcio dal dischetto di Ljajic. La partita si spegne e vani sono i tentativi di Nastasic per la Fiorentina e Zarate e Nagatomo per l’Inter. Termina con uno scialbo 0-0 che non accontenta nessuno ma che descrive bene l’andamento della gara; la Fiorentina si è dimostrata più intraprendente e più veloce in campo, ma rigore a parte, Julio Cesar non ha corso particolari rischi. L’Inter rallenta e fa un passo indietro rispetto alla vittoria col Siena. Ancora male Forlan, Alvarez non è quello del filotto di Ranieri, mentre si salva Zarate e Julio Cesar con la respinta del rigore. Questa sera si ritorna subito in campo per il recupero della 33^ giornata, sospesa per il dramma di Livorno. L’Inter si troverà impegnata in una nuova trasferta e l’avversario è l’Udinese di Guidolin, diretta rivale dei neroazzurri nella corsa all’Europa e che ha già sconfitto i neroazzurri all’andata a Milano. Una vittoria darebbe una doppia svolta, sia sul morale che sulla classifica, ma l’Inter di Firenze non desta molta fiducia; da qui potrebbe arrivare l’addio definitivo al terzo posto o un prorompente ritorno nella corsa alla Champion’s Leaugue. Assenti per l’Inter Chivu e Zanetti oltre che a Castaignos; Sneijder probabile panchina. I bianconeri devono rinunciare a Isla, Fernandes, Coda e Badu.
PROBABILI FORMAZIONI:
-UDINESE: Handanovic; Benatia, Danilo, Domizzi; Basta, Pinzi, Pazienza, Benatia, Asamoah, Pasquale; Torje, Di Natale.
-INTER: Julio Cesar; Maicon, Lucio, Ranocchia, Nagatomo; Cambiasso, Stankovic, Obi; Alvarez, Zarate, Milito.
Alessandro Chizzini
L'Inter c'è ancora
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- Pubblicato Sabato, 14 Aprile 2012 10:40
- Scritto da Alessandro Chizzini
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Era vietato sbagliare e la nuova Inter di Stramaccioni non ha sbagliato. Per rimanere aggrappati al treno che porta all’Europa occorreva vincere in casa col sempre ostico Siena di Sannino. Non è stata una partita facile, ma l’Inter porta meritatamente a casa tre punti che, complici le sconfitte di Lazio, Napoli e Udinese, la riportano in corsa anche per il terzo posto. 2-1 il successo dei neroazzurri, figlio del vantaggio iniziale di D’Agostino e della doppietta di Milito, tornato quasi ai fasti del triplete del 2010. Confermate le indiscrezioni della vigilia con il trio argentino composto dal ritrovato Alvarez, Milito e Zarate. L’Inter parte bene e nei primi minuti prova a tenere in mano la partita, ma l’ennesimo svarione difensivo di questa travagliata stagione porta a sorpresa in vantaggio il Siena. Al 6° Samuel scivola e regala il pallone a Destro, ma il tiro dell’ex-interista (tornato nei piani della società di Moratti) viene respinto da Julio Cesar, così come il successivo tentativo di Vergassola; nulla però può fare sul sinistro di D’Agostino. Lo svantaggio non taglia le gambe all’Inter, come invece succedeva fino a un mese fa; la squadra di Stramaccioni ritorna subito in partita e al 27° Milito spara addosso a Pegolo che blocca non senza patemi; bisogna poi aspettare il 40° per assistere ad una seconda vera pericolosa occasione per il pareggio: Alvarez si accentra e offre un assist d’oro a Stankovic che però spara altissimo. Il Siena non resta a guardare: è Brienza a creare problemi con un rasoterra al 15°, fuori di poco, e un pericoloso cross in aerea che Samuel allontana. Il centrale difensivo si infortuna dopo 3 minuti e sarà costretto a stare fermo circa 3 settimane. Al 43° un corner di Zarate trova la zuccata vincente di Milito, pronto a sfruttare una errata deviazione del difensore Pesoli: 1-1.
Nei primi 20 minuti del secondo tempo, l’Inter assedia la metà campo bianconera: ci provano Lucio, Milito, Stankovic, Zarate e Cambiasso. La squadra di Sannino si fa vedere con Destro e Gonzalez ma la difesa interista si salva. Al 36° arriva il meritato vantaggio: Nagatomo, subentrato all’infortunato Samuel, entra in area dalla sinistra per poi cadere strattonato e spinto da Mannini. Milito mette la palla sotto la traversa: 2-1 e rimane solo il tempo di assistere allo slalom dell’immortale Zanetti che salta quattro giocatori prima di essere fermato fallosamente, facendo esaltare il pubblico del Meazza.
L’Inter sale a 48 punti, raggiunge il Napoli, si trova a -6 dalla Lazio (3° posto) e resta a -2 dalla Roma. Nel mirino però c’è anche l’Udinese, a -3 dai neroazzurri e, soprattutto, prossimo avversario dell’Inter. Una sfida diretta contro una squadra in crisi di risultati ma che in casa è tra le più fruttuose della serie A. Stramaccioni si trova quindi ad affrontare nuovamente un bivio: 3 punti rilancerebbero ancora di più morale e ambizioni dell’Inter, mentre un altro risultato potrebbe riallontanare l’Europa, almeno per quanto riguarda la prossima Champion’s League.
Alessandro Chizzini
Col Siena vietato sbagliare
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- Pubblicato Mercoledì, 11 Aprile 2012 10:11
- Scritto da Alessandro Chizzini
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Dopo il pareggio a Trieste col Cagliari che “ha lasciato l’amaro in bocca” a Stramaccioni, l’Inter tenta di riprendere la rincorsa all’Europa col Siena. Difficilmente si tratterà di una gara anonima e con poco tensione agonistica; i neroazzuri devono rimanere incollati al treno che porta quanto meno alla qualificazione in Europa League se si vuole dare un senso a questa stagione, mentre la squadra di Sannino è alla ricerca degli ultimi punti disponibili per il traguardo salvezza. Negli ultimi anni poi, le sfide col Siena hanno sempre avuto un sapore particolare per i neroazzurri; i quattro scudetti targati Mancini prima e Mourinho poi hanno infatti trovato nelle sfide coi toscani i momenti decisivi per la conquista dei titoli nazionali. In palio quest’anno non c’è più lo scudetto, ma la possibilità per la squadra di Moratti di poter affrontare la prossima stagione con maggiori ambizioni, anche se (è giusto ricordarlo) dopo il Siena resteranno da giocare ancora sei giornate.
Stramaccioni è convinto che finché la matematica non sancirà la condanna, l’Inter deve credere al terzo posto e per continuare a credere a questo obiettivo, questa sera a San Siro, Stramaccioni riconfermerà il 4-3-3 con due probabili: Obi potrebbe partire dall’inizio e affiancare Cambiasso e Stankovic a centrocampo, mentre in attacco potrebbe fare il suo ritorno in campo Alvarez al posto di Forlan; l’argentino, fermo da oltre due mesi, dopo un inizio quasi imbarazzante era diventato col tempo un punto fermo di Ranieri. Panchina per Poli, Guarin, Forlan, Ranocchia e Pazzini che Stramaccioni considera una punta centrale e quindi incompatibile nel suo modulo con Milito.
Queste le probabili formazioni:
INTER (4-3-3) – Julio Cesar; Chivu, Lucio, Samuel, Zanetti; Cambiasso, Obi, Stankovic; Alvarez, Zarate, Milito.
SIENA (4-4-2) – Pegolo; Vitiello, Terzi, Rossettini, Del Grosso; Giorgi, Vergassola, Gazzi, Brienza; Larrondo, Destro.
Alessandro Chizzini
Pazza, anzi, Strapazza Inter
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- Pubblicato Giovedì, 05 Aprile 2012 16:16
- Scritto da Alessandro Chizzini
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Per un allenatore è impossibile dimenticare l’esordio su una panchina di serie A e Andrea Stramaccioni forse non si aspettava una prima al cardiopalma come è stata Inter-Genoa. Il 5-4 finale è figlio di una partita trascorsa sul filo del rasoio, con quattro rigori e due espulsioni, ma che ha rivisto una Inter pazza e, soprattutto, vincente.
Per il suo esordio, Stramaccioni rispolvera Zarate in un 4-3-3 con l’argentino e Forlan a supporto di Milito; senza Maicon (squalificato), sulla destra corre Zanetti, Chivu viene posizionato sulla sinistra e viene confermata la fiducia ai centrali Samuel e Lucio; a centrocampo Stankovic affiancato da Poli e Cambiasso. Anche il Genoa si presenta col tridente formato da Sculli, Palacio e Gilardino.
Il Genoa parte in maniera arrembante; Palacio viene fermato in uscita da Julio Cesar e sul corner seguente Cambiasso devia ancora in angolo un colpo di testa di Sculli. La squadra di Pasquale Marino però si scopre e al 13° minuto l’Inter sfrutta la prima occasione: Zarate apre sulla sinistra per Forlan che crossa in aerea per la testa dell’ex Milito. Al contrario degli incontri precedenti, questa volta è il gol dell’Inter a tagliare le gambe all’avversario, o almeno così sembra. È il 27° quando la difesa genoana si apre e lascia Milito solo davanti a Frey dopo un lancio dalla difesa: 2-0. Al 38°, sugli sviluppi di un calcio d’angolo, un tiro-cross di Lucio viene spinto in rete dal compagno di reparto Samuel. Tutto finito? Macché. L’Inter non è Inter se non ci mette la sua solita pazzia. All’ultimo minuto di recupero, Sculli gira in rovesciata un pallone vacante proveniente da un calcio d’angolo; il tiro non è pericoloso, ma il pallone carambola sul ginocchio di Moretti, spiazzando Julio Cesar. Il primo tempo termina sul 3-1.
La seconda frazione di gioco comincia ancora con il Genoa in avanti e al 59° l’arbitro Valeri assegna un rigore ai rossoblu per un fallo di mano di Zanetti su un colpo di testa di Gilardino; Palacio fa 3-2. La partita è completamente riaperta, ma a rimettere la situazione sui binari nerazzurri ci pensa proprio Zarate, la scommessa di Stramaccioni: al 74° l’argentino entra in area dalla sinistra, disorienta con una finta il difensore genoano e fa 4-2 con un bel destro a girare sul secondo palo. Ma l’Inter non può certo risolvere in un lampo tutti i suoi problemi e così al 79° uno svarione difensivo permette a Palacio di trovarsi a tu per tu con Julio Cesar che non può fare altro che stendere l’attaccante di Marino; espulsione dell’estremo difensore nerazzurro e nuovo calcio di rigore trasformato stavolta da Gilardino alle spalle di Castellazzi, entrato al posto di Zarate. 4-3. Il Genoa si butta in avanti, ma lascia spazi all’Inter e soprattutto al neo entrato Guarin, alla seconda apparizione in nerazzurro; Belluschi atterra il colombiano e viene

