Juventus

Ale Grazie di tutto

Juventus - Atalanta, ultima di campionato, minuto 11'30" , il quarto uomo alza la lavagna luminosa per indicare il calciatore che dovrà abbandonare il terreno di gioco, lasciando il posto a Pepe, già pronto a bordo campo. La lavagna indica il numero dieci, si , proprio il dieci, ci strofina gli occhi ma il numero non cambia. Ci siamo , lo sapevamo, ma nessuno voleva arrendersi all' evidenza. Alessandro Del Piero sta calcando per gli ultimi momenti il terreno di gioco dello Juventus Stadium in maglia bianconera. Ale si prende un po' di tempo, vuole essere sicuro di salutare tutti , di non tralasciare nessuno. E allora si rivolge ai quattro settori dello stadio , facendo l'inchino come cenno di ringraziamento, mentre tutti i suoi compagni di squadra gli si stringono intorno per concedergli il proprio saluto. Anche i giocatori dell' Atalanta gli si fanno incontro , potranno raccontare ai loro nipotini di essere stati li al saluto di Del Piero. Nel frattempo lo stadio non smette un secondo di applaudire . Il tutto dura un minuto e quindici secondi , un enormità per un cambio , ma è così del tutto naturale che nessuno , ovviamente , si preoccupa del tempo. Ale si accomoda in panchina. C’è un attimo di sgomento, lacrime ma poi tutti convinti che non può bastare una standing ovation di un minuto e mezzo per salutare il Capitano. E allora improvvisamente, tutti quanti insieme scossi da un sentimento comune, danno sfogo al proprio stato d'animo. Una sensazione che è difficile da spiegare, commozione indubbiamente, ma anche l’insistente volontà di ringraziare il Capitano per gli straordinari 19 anni vissuti insieme. E allora l'applauso che in realtà non si era mai fermato riparte fragoroso, intenso , carico , pieno, è un applauso che racconta una storia. Ale che certamente non aveva preparato nè palchi nè effetti speciali per il saluto decide di godersi il momento fino in fondo e di restituire tutto il calore che stava ricevendo. E allora sale in piedi sulla panchina. Il boato è nuovamente all'apice sono di nuovo tutti stretti intorno al proprio Capitano. E siamo a 3 minuti e mezzo , la partita intanto continua ma nessuno la sta guardando, l'Atalanta colpirà anche un palo , ma gli occhi bagnati dalle lacrime sono rivolti altrove. Del Piero torna a sedersi ma l'incantesimo che si è creato con i propri non vuole essere spezzato. E allora dagli spalti parte il coro per invitare Del Piero sotto la curva Scirea . Il Capitano forse pensa che con la partita in corso non sia opportuno , ma anche lui ormai è legato a filo doppio con i propri tifosi ed allora si alza. Il boato è di nuovo fortissimo , il capitano si avvia lentamente verso la curva sud, sembra voglia salutare uno per uno i propri beniamini che rispondono lanciandogli sciarpe e bandiere. Una cosa mai vista. Ale arriva sotto la curva, saluta e poi decide pero', di tornare indietro, pensa che forse sta esagerando e non gli sembra il caso di fare tutto il giro di campo. Proprio nel suo stile. Modesto fino in fondo. Ma non ha ancora fatto i conti con il calore di tutta la sua gente e allora mentre si avvicina alla panchina forse decide che si , perché no, è la festa dello scudetto ma anche la sua festa e poi la gente lo vuole , tutti , dalle curve alle tribune. E allora Del Piero non torna a sedersi in panchina ma va verso curva nord. Apoteosi . Volano una quantità incredibile di sciarpe , sembrano fiori che però nessuno ovviamente aveva a disposizione, e il Capitano non si ferma più passa la curva nord e persegue per la tribuna est a passo lento , saluta e ringrazia , i tifosi rispondono e piangono. Fara' il giro completo dello stadio e poi definitivamente, andrà a prendere posto in panchina. Il tutto è durato 15 minuti e mezzo con una standing ovation continua e sempre con la partita in corso.INCREDIBILE.
Ora c’è chi pensa che poteva restare ancora alla Juventus e chi pensa che forse è stato meglio così , ma ciò che neanche il miglior regista al mondo avrebbe potuto realizzare è stato l’epiogo della favola di Alessandro Del Piero da Conegliano in maglia bianconera.
Un pezzo di cronaca che è già storia. Indimenticabile . GRAZIE DI TUTTO è l'ultimo saluto che lo,juventus Stadium intona al suo Capitano.
Pier Luigi Coccia - Torino

Juve 30 e Lode

La Juventus vince il campionato 2011/2012. Uno scudetto ampiamente meritato ma del tutto inatteso a settembre quando si dette il via alla competizione. Lo ha ribadito più volte Mister Conte durante tutta la stagione di non dimenticare mai che la Juventus proveniva da due settimi posti consecutivi. E i soli innesti di Pirlo Vucinic e Lichsteiner , obiettivamente , non facevano presagire un epilogo del genere. Certo , sono stati acquisti di qualità , ma l’obiettivo massimo per i bianconeri era un posto in champions. Il tecnico leccese, invece ha plasmato la squadra domenica dopo domenica , realizzando un vero e proprio capolavoro sportivo.
Si, siamo assolutamente certi che il tecnico leccese , sia stato uno dei motivi principali per la conquista del titolo. A differenza dei suoi predecessori, la scelta della famiglia Agnelli indirizzata su un tecnico juventino doc si è rivelata vincente. Forse non è facile da comprendere per i non juventini, ma avere il dna di questa squadra ti obbliga a giocare le partite , pensando che esista un solo risultato. Poi lo stadio nuovo , l’abnegazione di tutti i ragazzi della squadra hanno fatto il resto. Basti pensare a Marchisio, adattato sull’out destro da Del Neri che tipo di campionato è riuscito a giocare , shierato al centro da Conte. E poi un po’ per volta la squadra ha trovato la sua vera fisionomia. Abbandonato il 4-2-4 quasi subito , il tecnico leccese ha optato per un 4-3-3 e poi per il vincente 3-5-2. In questa maniera ha esaltato le doti di Bonucci, Barzagli e Chiellini.
Il centrocampo a tre formato da Pirlo Marchisio e Vidal hanno definitivamente trovato il giusto equilibrio alla squadra. Con un assetto di questo genere e con il gioco prodotto è stato più semplice smarcare un qualsiasi uomo in zona gol. Il segreto dei bianconeri alla fine è stato proprio quello di portare in classifica marcatori ben 18 uomini.
Come già anticipato in un articolo precedente , la svolta è arrivata alla nona giornata di ritorno. La Juve era in posticipo a Firenze a meno sette dal Milan. Ebbene, da quella sera in poi , i bianconeri hanno inanellato nove vittorie ed un pareggio , con uno score di 27 gol fatti e 2 subiti.
Un sprint finale che il Milan non ha saputo reggere , capitolando definitivamente nel derby di ieri sera.
Ora ci attende l’ultima partita di campionato. Sarà festa per il popolo bianconero nella sua casa , nel suo impianto di proprietà, lo Juventus Stadium, che anch’esso è stato uno dei sicuri protagonisti di questa favolosa annata. Sarà il giusto epilogo per una stagione straordinaria e certamente non ci si poteva sperare in meglio

SUPER VIDAL , LA JUVE STENDE 4-0 LA ROMA E VOLA A + 3 SUL MILAN

Il 17 marzo al fischio di inizio di Fiorentina – Juventus , il Milan vantava 7 punti di vantaggio sui bianconeri. I rossoneri , infatti, nell’anticipo avevano sconfitto il Parma grazie ad un rigore di Ibrahimovic ed ad una rete di Emanuelson. Di fronte agli uomini di Conte non vi era altra strada che tornare da Firenze con i tre punti se volevano rimanere attaccati al treno per la lotta al primo posto. E non solo , alla Juventus , dopo Firenze , spettava incontrare le cinque partite più difficili del girone di ritorno. Avrebbero dovuto affrontare in sequenza, Inter , Napoli, Palermo, Lazio e Roma, quest’ultima intervallata dal Cesena , ma come sappiamo rimandata per la tragica scomparsa di Morosini. Oltretutto tra Fiorentina ed Inter anche l’intermezzo gustoso del ritorno di Coppa Italia con il Milan.
E così l’incontro con i giallorossi si è inserito nella sequenza.
Quanto mai pertinente la frase che ricorda che in un mese si decide il destino di tutta la stagione. Penso che neanche il più ottimista degli ultras bianconeri avesse mai potuto immaginare che al fischio di inizio di Juventus Roma , i bianconeri avessero potuto partire in vetta alla classifica a pari merito con il Milan e con la concreta possibilità di trovarsi a fine serata sul più 3. In effetti il ciclo di ferro spettava ai bianconeri ma non al Milan , del quale bisogna ricordare però , che tra una partita ed un’altra di campionato i rossoneri avevano dovuto affrontare il Barcellona nei quarti di Champions League. Un po’ come successo al Napoli , la squadra di Allegri si è andata spegnendo , forse stanca, forse demoralizzata per l’esclusione dalla coppa , fatto sta che i milanesi in cinque turni hanno perso sette punti.
E si, perché i bianconeri, dal loro canto, non hanno sprecato un colpo ed anzi hanno dato una dimostrazione di forza impensabile all’inizio del campionato. Un en plein clamoroso con 18 gol fatti e uno solo subito.
Dell’ultima sestina di partite, le due fuori casa con Fiorentina e Palermo sono state a senso unico , anche perché si diceva che le due squadre avversarie non vivevano un buon momento di forma, con più di una

Arrivederci Capitano

Il diciotto ottobre 2011 il Presidente Agnelli dichiarava che questa sarebbe stata l’ultima stagione di Alessandro Del Piero in bianconero. Già sei mesi fa la dichiarazione colse tutti alla sprovvista , non tanto per la notizia in sè , poiché tutti i tifosi già sospettavano un epilogo del genere dopo l’ultimo contratto firmato in bianco dal capitano, ma quanto per l’opportunità o meno di dare questo genere di notizia sette mesi prima della fine del campionato. In effetti qualche timida reazione da parte della tifoseria ci fu ma poi il tutto venne accantonato un po’ perché mancavano ancora sette mesi ed un po’ perché in ogni tifoso vi era la speranza che le parti potessero cambiare idea. Il corso degli eventi ha poi fatto risalire alla ribalta l’argomento. Più che altro il gol pesantissimo, al momento decisivo per la volata scudetto, contro la Lazio , abbinato al gol contro l’inter ha riproposto l’argomento che tutti avrebbero rimandato il più possibile. E invece no , un po’ a sorpresa , come fece Andrea Agnelli nella assemblea degli azionisti, arriva la risposta di Del Piero sulle pagine di Vanity Fair , dove conferma la fine del rapporto con i bianconeri.
Onestamente mancano talmente pochi giorni alla fine del contratto tra la Juventus e Del Piero che non c’è nessuna voglia di polemizzare sul perché o sulle modalità delle dichiarazioni. Se ha fatto bene Del Piero a sei giornate dalla fine a rendere ufficiale la chiusura di questo matrimonio o se poteva aspettare. A questo punto non interessano più le polemiche ma solo la realtà. Non si è polemizzato più di tanto sull’opportunità di Agnelli di dichiarare finito il rapporto a ottobre e giammai ci sogneremo di contestare la modalità delle dichiarazioni del Capitano.
E si, perchè il 13 maggio il capitano farà la sua ultima apparizione allo Juventus Stadium con la maglia bianconera. Orami le strade si separeranno , almeno fino a quando Del Piero avrà voglia di sudare e allenarsi. Quando poi deciderà di appendere le scarpe al chiodo vedremo se tornerà da dirigente ad indossare nuovamente la divisa bianconera in versione giacca e cravatta. Ecco, il non ritorno di Del Piero a Torino sarà inammissibile, questo si, al pari di Boniperti il talento di Conegliano merita di legare indissolubilmente il proprio nome al club bianconero. Ma questo è un altro capitolo , per ora limitiamoci al presente che già offre grande sofferenza per questo distacco. Perché è come quando da bambino ti accorgevi che il libro delle fiabe che ti stava raccontando la nonna stava per terminare , sapevi che mancavano ancora solo una manciata di pagine e poi il tuo super eroe ti avrebbe lasciato.

JUVENTUS – NAPOLI 3-0 ALLO JUVENTUS STADIUM SI CANTA “O SURDAT NNAMMURAT”

Lo Juventus Stadium che intona “ o surdato ‘nnammurato” è l’emblema del momento felice che sta accompagnando i bianconeri in questo periodo. In una sola settimana la Juventus ha superato prima l’Inter e poi il Napoli con due vittorie schiaccianti senza alcun timore di smentita. E’ pur vero che l’Inter per i punti conquistati nel girone di ritorno non avrebbe dovuto opporre una grossa resistenza, però , si sa, questa è sempre una partita difficile dove i contendenti si spremono al massimo per non soccombere di fronte al nemico storico. Ed in effetti non è stata una passeggiata per gli uomini di Conte che soltanto dopo un’ora di gioco anche piuttosto equilibrato sono riusciti ad avere ragione degli uomini di Ranieri che avrebbe poi lasciato il posto al debuttante Stramaccioni.
Con il Napoli , invece, le premesse erano tutt’altro diverse. I partenopei , a ragione, ad inizio campionato erano considerati i favoriti per la vittoria finale, potendo contare sul gioco veloce ed al talento dei tre tenori. Abbastanza inaspettatamente ,invece, il Napoli si trova a lottare per il terzo posto , insieme a Lazio e Udinese. Certamente la Champions ha influito su una squadra che in realtà può contare su una rosa di 15 -16 giocatori al massimo. Detto questo, per la Juve , l’impegno di ieri sera era senz’altro il più impegnativo delle nove giornate restanti. Anche perché la squadra di Mazzarri ha dimostrato che nella partita secca può mettere in difficoltà qualsiasi avversario. Conte sceglie il 5-3-2, speculare al modulo di Mazzarri, per evitare di essere colpito da incursioni sulle fasce dei veloci terzini napoletani. Il resto è uno scontro a tre, tra i centrocampisti. Dopo pochi minuti il primo imprevisto per gli azzurri. Maggio al rientro da un infortunio, dopo pochi minuti deve abbandonare il campo. E’ subito una tegola per il Napoli che però deve fare il mea culpa per aver schierato il laterale della nazionale con troppa fretta. Salterà , insieme a Zuniga, espulso all’88 la delicata sfida spareggio per il terzo posto Sabato prossimo con la Lazio.
Fuori Maggio e dentro Dossena, il modulo non cambia , ma si ha la sensazione che non sia il solito Napoli brillante e scintillante che siamo abituati vedere, anzi è la Juve che da ritmo alla partita pur costruendo solo tre palle gol , su altrettanti colpi di testa nella prima frazione di gioco.

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